PRIVATIZZAZIONE DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI (CDP)


Nel 2003, il MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE (MEF) pone in essere una serie di operazioni di dismissione relative a Gruppi e Società sottoposte a “controllo tradizionale” da parte dello Stato, per la necessità di riduzione dello stock di DEBITO PUBBLICO. Obiettivo è anche la riduzione della presenza dello Stato nell'economia.

La STORIA DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI s.p.a. (CDP) descrive l'iter di cambiamento del ruolo della Cassa nel sistema italiano.
Il fondamento normativo dell’iter di trasformazione è l’art. 5 del D.L. n. 269/2003 convertito nella Legge n. 326 del 2003, che disciplina la trasformazione dell’Istituto, la sua ri-denominazione in “Cassa depositi e prestiti Società per Azioni (CDP SPA) demandando la fase attuativa del citato iter al Decreto del Ministro dell’Economia e Finanze, in particolare l’approvazione dello Statuto della CASSA DEPOSITI E PRESTITI s.p.a. (CDP)
Il MEF in attuazione di quanto stabilito dalla normativa di trasformazione, procede a:
… modifica dell’assetto organizzativo, funzionale e contabile dell’Istituto;
… trasferimento dei beni e delle partecipazioni dello Stato da CDP a CDP SPA, con assegnazione all’Area della cd. Gestione Separata;
… cessione alla CDP di una quota del 10,35% del capitale di ENEL, di un pacchetto pari al 10% del capitale di ENI e del 35% del capitale di Poste Italiane;
… vendita del 30% del capitale sociale della CDP,
trasformando l’originaria CDP in una Società per Azioni a “diritto speciale”.
Con la privatizzazione essa assume il ruolo di “intermediario finanziario non bancario” cui vengono cedute quote di partecipazioni di minoranza in primarie società detenute dal Ministero (10% di ENI, 10,35% di Enel e 35% di POSTE ITALIANE, per un controvalore complessivo di circa €11 miliardi).
Inoltre, il capitale sociale viene suddiviso in azioni ordinarie e privilegiate quest’ultime contenenti una serie di prerogative e vantaggi, in particolare quella connessa al diritto di recesso; la totalità delle seconde viene ceduta alle 65 Fondazioni bancarie interessate dall’operazione che, a tutti gli effetti, rappresentano dei soci privati.
L’intero processo, seppur abbastanza celere, è stato preceduto ed accompagnato da un’intensa attività di riforma normativa, con l’emanazione dei necessari provvedimenti di definizione delle più adeguate forme statutarie e di corporate governance.
Al riguardo, nel corso di un’audizione alle Camere, il Ministro dell’Economia e Finanze procede ad illustrare il processo di trasformazione della CDP in SPA “….La ristrutturazione e trasformazione della CDP in Società Per Azioni, propedeutica alla graduale apertura del capitale di CDP al settore privato, ha inteso rendere compatibile la sua tradizionale missione di interesse pubblico con gli obiettivi di equilibrio economico-finanziario tipici di una società per azioni. L’operazione, inoltre, risulta coerente con i più recenti orientamenti della Commissione Europea ed in linea con gli assetti istituzionali vigenti in tutti gli altri principali Paesi europei, dove realtà simili alla CDP S.p.A. operano da lungo tempo…”.
In esito al processo di trasformazione in società per azioni, muta la struttura della CDP SPA, con la previsione di due distinte Aree di operatività (Unità Operative … U.O.):
- un’Area tradizionale a “gestione separata” che prosegue l’attività istituzionale della CDP, concedendo finanziamenti, sotto qualsiasi forma, allo Stato, Enti Pubblici Territoriali ed Organismi di diritto pubblico attraverso l’erogazione dei proventi del risparmio postale e dell’emissione di titoli, tutti assistiti dalla garanzia dello Stato;
- un’Area innovativa “a gestione ordinaria” che si occupa della concessione di finanziamenti, sotto qualsiasi forma, per la realizzazione di opere, impianti, reti e dotazioni per la fornitura di servizi pubblici e per le attività di bonifica. La raccolta dei fondi da destinare alla gestione ordinaria è effettuata esclusivamente presso investitori istituzionali e, a differenza della gestione separata, non è garantita dallo Stato,
alle quali si aggiunge una terza Unità Operativa (cd. U.O. Servizi Comuni) che si occupa delle funzioni comuni di governo, indirizzo, controllo e supporto, riferibili alla CDP SPA considerata come soggetto giuridico.
Inoltre, a seguito della privatizzazione, l’attività di gestione “separata” e “ordinaria” deve avvenire garantire un ritorno economico agli azionisti. Tale obiettivo ha influito … non poco … sulla Mission sociale della CDP contribuendo alla progressiva trasformazione in una “merchant bank operante per conto del Governo” che, tra partecipazioni azionarie in:
? società quotate, in ragione del ruolo di “Istituto che opera per conto del Governo” (25,76% Eni, 29,85% Terna, 32,38% Snam,72,5% Fincantieri, 76% Simest, 100% Sace, 100% Fintecna);
? società non quotate (80% FSI, Fondo Strategico Italiano, 16,52% F2i, Fondo italiano per le infrastrutture, 12,5% FII, Fondo italiano d'investimento)
? fondi d'investimento di varia natura,
è divenuta un colosso dell'economia e della finanza italiana in grado di intervenire in tutti i settori della politica economica nazionale ed internazionale oltre che produrre utili per gli azionisti.
Inoltre, alla privatizzazione del 2003, sono seguiti ulteriori interventi normativi che hanno ulteriormente ampliato la Mission istituzionale e l’oggetto sociale della CDP SPA che, ad oggi, è in grado di assicurare:
? il finanziamento di investimenti pubblici, infrastrutture e imprese in un asse temporale di medio lungo-periodo;
? investimenti nel capitale di rischio, in reti strategiche e in asset strategici;
? investimenti a sostegno della crescita dimensionale e lo sviluppo internazionale delle Piccole e Medie Imprese (PMI) e delle Imprese di rilevanza strategica;
? il finanziamento di attività finalizzate alla cooperazione internazionale;
? investimenti nel settore della ricerca,
in un’ottica di lungo periodo, con l’obiettivo strategico di contribuire alla crescita e allo sviluppo dell’economia del Paese a livello internazionale.

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