PRICE/EARNING RATIO

In sigla: p/e (in it.: p/u). Lett.: rapporto prezzo/utili. Anche price earning ratio. Multiplo di mercato che si calcola facendo il rapporto tra la quotazione di un'azione e gli utili per azione di una società dell'anno più recente conosciuto. Gli utili sono al netto delle imposte. Al denominatore, negli studi approfonditi, si mettono gli utili futuri attesi, in modo che l'indicatore abbia una qualche valenza di inverso del rendimento futuro. È simile al bond yield ratio per i bonds. Indica il periodo di recupero cioè quante volte il prezzo dell'azione incorpora l'utile dell'ultimo esercizio, o l'utile atteso e in quanti anni il capitale investito in quell'azione verrà recuperato sotto forma di dividendo e/o di aumento di valore del titolo per gli utili non distribuiti e accantonati a riserve. Il p/e è un indice delle aspettative degli operatori finanziari sull'andamento del titolo in futuro. Se il p/e è basso (si considera tale se meno di 16 per le imprese industriali) e se non esistono attese di uno sfavorevole andamento futuro degli affari l'azione è verosimilmente sottovalutata e viceversa. Più alto è p/e, maggiori sono le aspettative degli investitori sulle prospettive di crescita della società. Viene utilizzato dagli analisti finanziari per valutare la convenienza economica del prezzo di un titolo rispetto al suo valore effettivo. Altro rapporto della famiglia dei p/e è il price earning adjusted (p/e adj) che è il rapporto fra prezzo e utile netto per azione rettificato per le componenti non ricorrenti e per l'eventuale goodwill.

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