CONTAGIO (ENCICLOPEDIA)

A partire dalla crisi asiatica del 1997, il fenomeno del contagio ha assunto un'accezione prettamente economica ed è divenuto oggetto di un estensivo dibattito. Tra gli economisti, tuttavia, non vi è ancora grande accordo sulla definizione stessa del fenomeno. Dall’esame della letteratura se ne desumono tre principali tipologie1:
1. definizione generale (fundamentals-based contagion): il contagio è la trasmissione di shock globali o locali tra le nazioni via fondamentali economici (effetto di spillover). In base a questa definizione, il contagio si può verificare anche in assenza di crisi, essendo una manifestazione dell’interdipendenza tra le nazioni (Calvo e Reinhart (1996), Pristker (2000)); 
2. definizione restrittiva: il contagio è la trasmissione di shock globali o locali tra nazioni attraverso meccanismi che non coinvolgono i fondamentali delle nazioni colpite. Questa definizione è nota come "eccesso di comovimenti" e sembrerebbe essere dovuta a forme di irrazionalità degli operatori quali: panico finanziario, herd behaviour, incremento dell’avversione al rischio, perdita di fiducia (Claessens, Dornbusch, Park (2001), Masson (1998)).
3. definizione molto restrittiva (shift contagion): lo shift contagion si verifica quando la correlazione tra i prezzi delle attività finanziarie delle nazioni, durante un periodo di crisi, muta rispetto a quella che si ha durante periodi di stabilità, e ciò è dovuto a cambiamenti nei parametri del modello sottostante (Forbes, Rigobon (1998)). 
I meccanismi di propagazione collegati alle tre definizioni possono essere rappresentati da un semplice modello, mutuato, in parte, da Forbes e Rigobon (1999), da Pristker (2001) e da Pericoli e Sbracia (2001):

dove: 
rappresenta il prezzo di un’azione nella nazione i al tempo t, 
è il vettore dei prezzi delle azioni ,t in nazioni diverse da i
rappresenta shock aggregati legati ai fondamentali che influenzano tutte le nazioni, e 
 è uno shock idiosincratico indipendente per ipotesi da qualsiasi shock aggregato e specifico.
Sulla base di questa equazione, definiamo i meccanismi di trasmissione che caratterizzano le tre definizioni di contagio:
- il primo meccanismo di trasmissione di shock aggregati o specifici di una nazione è misurato da e , e l’effetto diretto di questi shock su ciascuna nazione è catturato rispettivamente da . e
- il secondo meccanismo di trasmissione è misurato dalla correlazione tra gli shock idiosincratici di nazioni diverse, e viene interpretato come contagio poiché è un comovimento non spiegato, una volta che si sia controllato per i fondamentali;
- il terzo meccanismo di trasmissione, lo shift contagion, è misurato dal mutamento dei legami cross-market e, dunque, è catturato da cambiamenti in entrambi i parametri e (i.e. break strutturale).
La prima definizione, così come notato da Claessens, Dornbusch e Park (2001), non dovrebbe essere propriamente considerata come una manifestazione di contagio, poiché riflette la normale interdipendenza tra economie di mercato. Questa interdipendenza implica che shock globali o locali siano trasmessi tra le nazioni via legami reali o finanziari2.
La seconda definizione, così come esposto da Pritsker (2001)3, presenta due ordini di problemi: il primo è che si potrebbe sempre opporre al riscontro di un fenomeno di contagio del tipo ii) il fatto che non si sia controllato per il "corretto" set di fondamentali e che l’eccesso di comovimenti sia dovuto a qualche variabile omessa; il secondo è il fatto che ci si trovi in presenza di "cross market hedging" così come risulta da Kodres e Pritsker (2000). Alcuni operatori di mercato, subito uno shock informativo su fattori di rischio globali o locali legati a fondamentali, pongono in atto manovre di copertura anticipate al fine di ottimizzare il loro portafoglio. Sono proprio queste operazioni di copertura dal rischio che creano una correlazione nei rendimenti a breve termine delle azioni che risulta apparentemente scollegata dai fondamentali economici.
La terza definizione, shift contagion, è una definizione che "not only clarifies that contagion arises from a shift in cross market linkages, but it also avoids taking a stance on how this shift occurs". Così come spiegato da Forbes Rigobon (1999), vi sono tre principali ragioni per le quali è giustificato l’utilizzo della definizione shift contagion:
in primo luogo, se a seguito di uno shock la correlazione tra i mercati aumenta (ciò che si verificherebbe in presenza di shift contagion) verrebbe meno la ragione della diversificazione internazionale dei portafogli azionari al fine di ridurre il rischio associato alle attività finanziarie. Dunque, il riscontro di shift contagion può essere interpretato come un test sull’efficacia della diversificazione internazionale per ridurre il rischio associato al portafoglio durante una crisi. Una definizione di contagio meno restrittiva non prenderebbe in considerazione questa problematica estremamente rilevante.
In secondo luogo, l’utilizzo di questa definizione molto restrittiva consente di valutare il ruolo e la potenziale efficacia delle politiche economiche delle organizzazioni internazionali. Infatti, i policy maker sono molto preoccupati che uno shock finanziario in un paese possa ridurre i flussi finanziari in un’altra nazione, anche se i fondamentali di quest’ultima sono solidi e ci sono pochi legami reali tra i due paesi. Se è questo il caso e si è, dunque, in presenza di shift contagion, l’azione delle organizzazioni internazionali (i.e. FMI) potrebbe essere giustificata, in quanto la trasmissione della crisi finanziaria è scollegata dai fondamentali e quindi difficilmente si potrebbe auspicare la messa in atto di un processo di aggiustamento autonomo. Al contrario, un intervento, per evitare la trasmissione di uno shock che fosse solo l’effetto della normale interdipendenza tra paesi, non farebbe altro che, ostacolando il libero funzionamento dei meccanismi interni all’economie, prolungare il tempo necessario al mercato per effettuare l’aggiustamento. Dunque, secondo tale ottica, un intervento esterno sembrerebbe giustificato solo in presenza dello shift contagion e non del contagio secondo una definizione più generale. 
In terzo luogo, la definizione di shift contagion è utile al fine di distinguere i meccanismi di trasmissione degli shock. Infatti, test basati su questa definizione consentono di classificare le teorie in quelle che prevedono un cambiamento dei meccanismi di trasmissione dopo lo shock "crisis contingent" versus quelli che sono la continuazione dei meccanismi già esistenti "non crisis contingent.
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1Pericoli e Sbracia (2001) annoverano cinque definizioni, le due mancanti in questo paragrafo sono i) "contagion is a significant increase in the probability of a crisis in one country conditional on a crisis occurring in another country" (questa definizione sembra essere tuttavia, strettamente collegata a una specifica metodologia di test empirici); ii) "contagion occurs when volatility spills over from the crisis country to the financial markets of other countries".
2Gli altri due meccanismi di trasmissione al contrario sono scollegati da cambiamenti osservabili in variabili macroeconomiche e risultano dovuti esclusivamente al comportamento di investitori o altri agenti finanziari. Questa distinzione conduce alla separazione di teorie non crisis contingent e teorie crisis contingent.
3Pritsker usa nel suo lavoro la definizione ampia di contagio perché "I prefer a broad definition because the economics profession will probably never reach agreement on the appropriate set of fundamentals which are needed to make a narrow definition operational"


BIBLIOGRAFIA 
Calvo S. e C. Reinhart, (1996), Capital flows to Latin America: is there evidence of contagion effects?, World Bank Policy Research W.P. 1619
S. Claessens, R. Dornbush e Y.C. Park (2001), "Contagion: Why Crises spread and how this can be stopped", in International financial contagion ed. by S. Claessens e K.J. Forbes, Klwer Academic Publishers, Boston.
Forbes K. e Rigobon R., (1999), "No contagion only interdependence: Measuring stock market co-omovement", NBER WP, n.7267, July.
Forbes K. e Rigobon R., (2001), Measuring contagion: Conceptual and empirical issues, in International financial contagion ed. by S.Claessens e K.J. Forbes, Klwer Academic Publishers, Boston.
Kodres L.E. e M. Pritsker, (1998), A rational expectations model of financial contagion, Board of Governors of the Federal Reserve System, Finance and Economics D.P. 48
Masson P. (1998), "Contagion: Monsoonal effects, Spillovers, and jumps between multiple equilibria", IMF WP 98/142, Washington.
Masson P., (1999), Contagion: macroeconomic models with multiple equilibria, Journal of International Money and Finance 18, 587-602
Pericoli M. e M. Sbracia, (2001), A primer on financial contagion Temi di discussione Banca d’Italia, n.407, June.
Pritsker M., (2000), The channels of financial contagion, in International financial contagion, edited by Claessens S. e Forbes K., Kluwer Academic Publishers, Boston/Dodrecht/London.


Redattore: Roberta DE SANTIS
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