COMODATO

Contratto con il quale un soggetto (comodante) mette a disposizione di un altro (comodatario) una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta: il comodatario acquista la mera detenzione del bene, tanto che, se lo alienasse, incorrerebbe nel delitto di appropriazione indebita (art. 646 c.p.). A differenza del deposito, quindi, il comodato si caratterizza per la facoltà del comodatario di servirsi della cosa, naturalmente per il tempo e l’uso concordati. Oggetto del comodato sono le cose inconsumabili, onde non può costituirne oggetto una somma di danaro, la cui utilizzazione equivarrebbe al suo consumo. Un’eccezione è costituita dal c.d. comodato ad pompam o ad ostentationem, che si ha quando oggetto del contratto è una cosa consumabile cui venga conferita una destinazione anormale, come avviene, p.e., quando un bene consumabile è adoperato, a fini scenici, in una rappresentazione teatrale. Altro connotato tipico del comodato, oltre agli elementi già delineati, è la sua gratuità, il che lo distingue dal contratto di locazione (v. locazione), in cui, come è noto, in cambio del godimento di una determinata cosa, il locatario è tenuto a versare un corrispettivo. Una fattispecie particolare di comodato è costituita dal comodato precario, che è, in sostanza, un comodato senza determinazione di tempo. Dispone in proposito l’art. 1810 c.c. che se non è stato convenuto un termine, né questo risulta dall’uso a cui la cosa doveva essere destinata, il comodatario è tenuto a restituirla non appena il comodante la richiede. Il comodato appartiene alla categoria dei contratti a prestazione da una sola parte, dato che dalla sua conclusione deriva soltanto l’obbligo a carico del comodatario di restituire la cosa ricevuta. Può tuttavia sorgere un’obbligazione anche a carico del comodante, come avviene quando la cosa comodata sia affetta da vizi tali che rechino danno a chi se ne serve: in tal caso, se il comodante, conoscendo i vizi, non abbia avvertito il comodatario, è tenuto al risarcimento del danno. In considerazione di tale eventualità taluni considerano il comodato come un contratto bilaterale imperfetto, nel senso che, potendo nascere un’obbligazione anche a carico del comodante, l’unilateralità della prestazione non è assoluta.

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