ANALISI DEL RISCHIO

Nelle decisioni di investimento è molto importante tener conto dei possibili eventi futuri che, se si realizzassero, modificherebbero le previsioni sulla base delle quali si sta conducendo la valutazione. Non tutti gli eventi futuri sono prevedibili probabilisticamente con statistiche oggettive: quando lo sono, si dovrebbe parlare di rischio, altrimenti di eventi incerti, purtroppo prevalenti nelle decisioni di investimento, per loro natura di durata pluriennale, anche lunga. Sono rischi quelli non dolosi di incendio, esplosione, rottura di macchinari, fenomeni atmosferici; sono eventi incerti la caduta di un governo o di un regime di qui a qualche anno e, in generale, il rischio paese. La teoria microeconomica tende oggi a ignorare la distinzione tra rischio e incertezza, assumendo che, in condizioni di incertezza ambientale, anche se non dispone di evidenze statistiche oggettive l’uomo può sempre decidere attribuendo a ogni evento una probabilità soggettiva e, in base alle proprie preferenze (o avversione) per il rischio, apprezzare l’utilità attesa dai cambiamenti indotti da una sua azione. Nelle decisioni di investimento l’analisi del rischio è anzitutto rilevante per identificare le opportunità di copertura contrattuale con assicurazioni, tra le quali, oltre a quelle dei rischi elementari, sì ricordino l’assicurazione dei crediti all’esportazione e l’assicurazione di cambio e con altre tecniche di copertura dell’incertezza mediante prodotti finanziari derivati (financial derivative products: v. strumenti finanziari derivati; futures; options; swap; v. anche hedging). Per altri versi l’analisi del rischio va intesa come studio delle possibili manifestazioni future di eventi incerti e dei loro effetti sulla gestione del progetto. Sovviene al riguardo l’analisi di sensitività (sensitivity analysis, detta anche, in italiano, analisi di sensibilità o analisi di reattività), che individua le componenti delle previsioni del progetto più a rischio e gli effetti di una loro variazione, rispetto alla misura assunta in progetto, sui risultati impiegati dai metodi di valutazione. Un secondo passo sta nell’analisi di probabilità, che consiste nell’attribuire una probabilità, anche soggettiva, ai valori che si ritiene che le variabili critiche potrebbero assumere e calcolare, quindi, i risultati che ne conseguirebbero, associando a ciascuno la corrispondente probabilità. La distribuzione dei risultati consente di selezionare i progetti in base oltre che al rendimento, anche al rischio, misurato dalla probabilità composta. Una variabile critica nello studio del rischio è la dipendenza dei risultati di un progetto dall’effetto combinato dell’andamento delle variabili macroeconomiche (prodotto interno lordo, esportazioni ecc.), delle politiche (p.e. quella monetaria e creditizia in genere) e di eventuali progetti pubblici. Difficile da trattare analiticamente (nessun modello di simulazione è risultato finora affidabile nel medio-lungo termine), questa variabile è peraltro tanto più importante quanto maggiori sono le dimensioni del progetto.

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