EVIZIONE

Conseguenza che l’acquirente subisce allorché risulti soccombente nel giudizio promosso contro di lui da un terzo, il quale risulti essere proprietario del bene, o avere sullo stesso un altro diritto reale (p.e., di usufrutto) oppure un diritto personale (p.e. di locazione). Di regola, l’alienante è tenuto a garantire dall’evizione l’acquirente, nel senso che quest’ultimo ha diritto, a seconda dei casi, di pretendere la restituzione del prezzo pagato (e delle spese fatte per il contratto) o la sua riduzione, salvo, in ogni caso, il risarcimento dei danni subiti. L’acquirente, a sua volta, ha l’onere di chiamare in causa anche l’alienante: diversamente, perde il diritto alla garanzia (se rimane soccombente), qualora il venditore dimostri che, ove fosse stato chiamato, avrebbe potuto addurre ragioni sufficienti per far respingere le domande attrici. Parimenti, il compratore perde la garanzia se riconosce spontaneamente il diritto affermato dal terzo (a meno che sia in grado di provare che non esistevano comunque ragioni sufficienti per impedire l’evizione).

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