ESTINZIONE DI UNA GARANZIA

Cessazione degli effetti giuridici inerenti ad un contratto di garanzia (v. garanzia) per cause relative alla stessa obbligazione (adempimento, compensazione, confusione, novazione, prescrizione, rinuncia, liberazione per fatto del creditore o per obbligazione futura), oppure relative all’obbligazione garantita (adempimento, compensazione, novazione, remissione del debito, impossibilità di adempimento, transazione, confusione). La causa più ovvia di estinzione di una garanzia discende dalla sua natura accessoria nei confronti del credito principale, sia essa reale (privilegio speciale, pegno, ipoteca) ovvero personale (derivante da un contratto di fideiussione): estinto il credito, la garanzia perde la sua ragione di essere e si estingue anch’essa. Nell’ambito dei diritti reali di garanzia, l’elemento della volontà delle parti, insito nel pegno e nell’ipoteca ma non nel privilegio, implica che pegno e ipoteca possano essere oggetto di rinunzia da parte del creditore, mentre il privilegio è irrinunziabile, essendo sottratto alla convenzione delle parti e legato alla causa del credito. Il perimento della cosa, in conseguenza del carattere reale degli istituti in esame, comporta l’estinzione delle garanzie ad essi connesse: ciò vale sia per il privilegio che per il pegno e l’ipoteca. Caratteristica causa di estinzione della garanzia ipotecaria, secondo l’art. 2847 c.c., è la mancata rinnovazione entro vent’anni: trattasi di una vera e propria cessazione della realità della garanzia e non già del titolo dell’ipoteca, che può essere reiscritta prendendo grado dalla nuova iscrizione.

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