ESECUTORE TESTAMENTARIO

Persona fisica o giuridica nominata dal testatore con il compito di curare l’esecuzione delle disposizioni di ultima volontà del defunto. L’esecutore testamentario che ricopre un ufficio di diritto privato volontario e quindi rifiutabile amministra con la diligenza del buon padre di famiglia la massa ereditaria, prendendo possesso dei beni che ne fanno parte (il possesso dura un anno, prorogabile di un altro anno al massimo per disposizione del giudice) e ponendo in essere tutti gli atti necessari, ivi inclusi quelli di alienazione, previa autorizzazione del giudice. L’ufficio è gratuito, ma il testatore può stabilire una retribuzione a carico dell’eredità, sulla quale gravano, comunque, le spese affrontate. A fine gestione, l’esecutore deve rendere conto del suo operato e consegnare i beni agli eredi e ai legatari nei cui confronti è responsabile. In caso di pluralità di esecutori, essi rispondono solidalmente. Il testatore non può disporre l’esonero dell’esecutore (o degli esecutori) dall’obbligo del rendiconto e dalla responsabilità della gestione. L’accettazione della nomina di esecutore o la rinunzia a essa devono risultare da dichiarazione resa nella cancelleria della pretura nella cui giurisdizione si è aperta la successione e vanno annotate nel registro delle successioni. L’autorità giudiziaria può disporre l’esonero dell’esecutore dal suo ufficio per gravi irregolarità nell’adempimento dei suoi obblighi, per inidoneità all’ufficio o per avere commesso azioni che ne menomino la fiducia.

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