EQUILIBRIO AZIENDALE

Insieme delle condizioni strutturali e operative che debbono essere soddisfatte al fine di consentire un’attività feconda alle aziende di produzione. Occorre, cioè, assicurare una serie di rapporti equilibrati negli aspetti strutturali e operativi dell’impresa. Tra i vincoli esterni al sistema aziendale, è importante considerare il mercato di sbocco dei beni o dei servizi da produrre, che condiziona la scelta dimensionale della struttura produttiva, la quale deve essere idonea alle esigenze attuali e a quelle prevedibili della domanda. Una prima condizione di equilibrio, quindi, deve realizzarsi tra il potenziale di offerte dell’impresa e quello di domanda dei beni e dei servizi prodotti. Da ciò deriva una corretta scelta di impegno finanziario e, quindi, un rapporto adeguato tra mezzi disponibili e investimenti strutturali. È questo il presupposto di una gestione equilibrata, in cui i ricavi consentano il recupero dei costi (v. equilibrio economico) e le entrate si realizzino in quantità e tempi correlati ai volumi e alle epoche delle uscite (v. equilibrio finanziario). Tali condizioni non sono, però, immutabili, giacché forze endogene ed esogene possono alterarle. È necessario, perciò, un costante controllo dell’attività aziendale che segnali tempestivamente gli scostamenti rispetto agli obiettivi del piano, al fine di accertarne le cause e rendere possibile la tempestiva adozione degli opportuni correttivi, per conservare il generale equilibrio aziendale. Altro importante fattore è quello umano; infatti, non è pensabile, oggi, un adeguato sviluppo dell’impresa senza armonizzare la capacità, il rendimento e la soddisfazione in termini qualitativi e monetari delle persone in essa impegnate.

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