EFT

Acr. di: Electronic Funds Transfer system Con questa sigla si identifica un insieme di strutture organizzative e di procedure per il trasferimento di fondi realizzato attraverso l’invio di messaggi elettronici su rete telematica. Tecnicamente gli EFT consentono di impartire elettronicamente ordini di trasferimento tra conti diversi e di darvi esecuzione con la contemporanea registrazione di accrediti ed addebiti (c.d. operazioni on line). Le operazioni della specie, nei sistemi tecnicamente più avanzati, si avvolgono di infrastrutture rappresentate da reti di terminali costituiti da ATM e da POS, collocati direttamente presso i punti vendita; frequentemente le operazioni sono convogliate presso punti di compensazione (v. automated clearing house) che provvedono alla compensazione automatica delle partite. Il ricorso a circuiti telematici consente di eliminare il supporto cartaceo che tradizionalmente documenta il pagamento e di operare il trasferimento senza movimento effettivo di moneta e senza scritture contabili di tipo tradizionale; le procedure conseguono perciò sensibili economie nei tempi di esecuzione delle operazioni. I trasferimenti elettronici possono riguardare tanto operazioni di importo ridotto (di cui esempio tipico sono i pagamenti realizzati con addebiti diretti sul conto tramite carte di debito del tipo Bancomat presso i POS) quanto trasferimenti di fondi all’ingrosso, quali regolamenti di transazioni in valuta e pagamenti internazionali. La prima realizzazione di sistemi di trasferimento elettronico di una certa importanza risale agli inizi degli anni Sessanta, quando per iniziativa di un gruppo di banche fu avviato il sistema Swift per il trattamento di operazioni finanziarie su scala internazionale. Attualmente la rete Swift collega operatori di circa 50 Paesi, tra i quali, oltre alle banche, figurano agenti di cambio e brokers, operatori specializzati nell’intermediazione in titoli (dealers), organismi di compensazione. Nel corso degli anni Ottanta tutti i principali sistemi finanziari si sono progressivamente dotati di reti telematiche per la gestione delle procedure di pagamento su scala nazionale, apportando significative innovazioni ai sistemi di pagamento; l’integrazione e la standardizzazione di tali circuiti per la realizzazione di un sistema via rete di pagamenti al dettaglio su scala internazionale costituiscono uno dei principali obiettivi dei programmi di integrazione avviati nell’ambito della Comunità Europea. L’importanza dei trasferimenti elettronici di fondi e del trattamento via rete delle informazioni ad essi collegate è cresciuta significativamente nel corso dell’ultimo ventennio, tanto da indurre alcuni osservatori a coniare il termine di electronic money (moneta elettronica), in alternativa alla tradizionale moneta cartacea (contante e moneta fiduciaria emessa dalle banche). In Italia lo sviluppo di sistemi EFT si realizza in modo compiuto solo nella seconda metà degli anni Ottanta, come risultato di alcuni interventi di riforma del sistema dei pagamenti promossi dalla Banca d’Italia e realizzati attraverso organismi consortili in ambito bancario, sotto la supervisione della Società Italiana per l’Automazione (SIA). Già durante gli anni Settanta, tuttavia, talune categorie di banche avevano promosso iniziative analoghe attivando proprie reti per il trattamento e la trasmissione di informazioni relative ad alcune tipologie di pagamenti e per il trasferimento di fondi nell’ambito della categoria: tra le iniziative va ricordato il circuito STACRI delle casse di risparmio e il Seceti, frutto di una iniziativa congiunta della categoria delle banche popolari e di quella delle aziende ordinarie di credito. Alla fine degli anni Ottanta è stata realizzata l’interconnessione dell’intero sistema in un’unica infrastruttura di telecomunicazione denominata SITRAD e successivamente evolutasi in Rete Nazionale Interbancaria (RNI). La RNI ha creato i presupposti per lo sviluppo di sistemi di trasferimento fondi in ambito nazionale. Questi ultimi sono stati successivamente suddivisi in categorie: sottosistemi al dettaglio (che trattano grandi moli di pagamenti di piccolo importo) e all’ingrosso (che trattano un numero più contenuto di pagamenti di importo elevato). Nel corso degli anni Novanta la Banca d’Italia ha realizzato l’applicazione BI-REL per il regolamento in tempo reale dei pagamenti all’ingrosso. In relazione all’adesione dell’Italia all’UEM è stato realizzato un sistema di pagamento internazionale (denominato Target) che consente a tutte le banche dell’area Euro di scambiarsi fondi in tempo reale per il tramite delle rispettive Banche Centrali Nazionali.

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