DATA ACT DELL'UNIONE EUROPEA E DATA GOVERNANCE ACT DELL'UNIONE EUROPEA (ENCICLOPEDIA)

Abstract

L’Europa ha adottato una ambiziosa strategia digitale di gestione dei dati; dopo l’emanazione del GDPR nel 2016 sui dati personali, il Data Act, Legge dei Dati, e il Data Governance Act hanno l’obiettivo di creare le condizioni per uno sviluppo delle tecnologie digitali accompagnandolo con una normativa in grado di gestire le numerose sfide ad esso connesse, come l’intelligenza artificiale, la tutela della democrazia e della concorrenza.

 

Introduzione

La strategia digitale dell’Unione Europea sulla gestione dei dati è molto ambiziosa; l’Europa ritiene che lo sviluppo delle tecnologie digitali nell’economia del XXI secolo debba essere accompagnato da una evoluzione normativa che sia in grado di gestire le numerose sfide ad esso connesse, come l’intelligenza artificiale, la tutela della democrazia e della concorrenza.

La quantità di dati generati dagli operatori economici e dagli organismi pubblici e privati è in continua crescita; la spinta alla digitalizzazione impressa dalla crisi pandemica del 2020 è inarrestabile e l’utilizzo dei dati incide profondamente sul modo in cui produciamo, consumiamo e viviamo. Tuttavia, il loro potenziale resta in gran parte inutilizzato.

Nel corso degli anni 2000, inoltre, il libero sfruttamento dei dati personali digitali ha dato luogo a scandali di rilevante dimensione, come quello nel caso Facebook – Cambridge Analytica nelle elezioni americane del 2016 e nella campagna per la Brexit in Regno Unito. Questi gravi casi hanno ulteriormente sottolineato la necessità di dotarsi di una strategia dei dati.

La “commodification dei dati personali” costituisce una delle basi fondamentali del modello di business delle aziende operanti nei social media, nel commercio online (S. Zuboff, 2019). L’Europa nel 2016 si è dotata del General Directive on Persona Data (GDPR) per rispondere a questa rivoluzione strutturale; invece, la carente regolazione nel trattamento dei dati non personali è la sfida che oggi l’Unione deve affrontare.

I dati non personali sono considerati beni non rivali, in termini economici, come la difesa o i beni artistici, i cittadini europei possono goderne contemporaneamente, nessuno ne diminuisce il valore attraverso il consumo. Grazie all’assetto normativo europeo sarà possibile utilizzare in modo produttivo l’enorme quantità di dati che l’Unione crea e raccoglie, creando reddito e, quindi, PIL.

 

Data Act

Obiettivo del Data Act (Legge dei dati) è di creare un’economia dei dati equa e innovativa; è necessario disciplinare chi può accedere ai dati generati nell’UE in tutti i settori e come è possibile utilizzarli. Un corretto ambiente digitale può creare maggiori opportunità, garantire la crescita e maggiore stabilità.

Obiettivo del Data Act è di garantire agli utenti di avere accesso ai dati raccolti sui device, come tablet, warebles, computer, smartphone, che sono spesso a disposizione esclusiva dei fabbricanti, per poterli condividere esplicitamente con terze parti per i servizi post vendita o il marketing. Rispetto al recente passato, i fabbricanti dei device non avranno il monopolio dei dati e si apriranno maggiori opportunità di concorrenza e sviluppo per le terze parti. Il secondo obiettivo è quello di restituire un potere negoziale alle piccole e medie imprese nei meccanismi di condivisione dei dati con le grande imprese del settore tecnologico; ad oggi, infatti, le PMI non possono negoziare le clausole di utilizzo dei dati e vengono loro offerti contratti gravosi e molto rigidi. Il terzo obiettivo è di mettere a disposizione degli Stati e delle autorità pubbliche, nazionali ed europee, un meccanismo di accesso rapido ai dati, per motivi gravi e circoscritti, come  la sicurezza e l’anti terrorismo.

 

Data Governance Act

Nel giugno 2022 è entrato in vigore il Data Governance Act, con periodo di grazia di 15 mesi per la sua completa applicazione nei paesi. A partire dal settembre 2023 il Data Governance Act sarà operativo e vincolante. Muovendo dai principi del Data Act, sono previsti dei principi elencati nel Data Governance Act  per alcuni settori economici che hanno forte impatto. In particolare, la sanità, i trasporti, l’ambiente, l’agricoltura e il settore pubblico. Per la sanità il processo di digitalizzazione, avviato già nello scorso decennio, ha preso vigore con la crisi pandemica da Covid-19; l’UE punta alla digitalizzazione completa dei dati sanitari, per aumentare l’efficienza, la sostenibilità e la resilienza dei sistemi sanitari. Nei trasporti, le tecnologie di navigazione in tempo reale permetterebbero di ridurre il traffico, riducendo emissioni e aumentando l’efficienza complessiva, non solo nelle aree densamente abitate. Con riferimento all’ambiente, la riduzione delle emissioni nocive favorito dalla digitalizzazione permetterebbe un più rapido raggiungimento degli obiettivi climatici. Nel settore pubblico, la disponibilità di dati in tempo reale permetterebbe la riduzione delle inefficienze, anche per i cittadini, la riduzione dell’evasione fiscale, una maggiore sostenibilità e rapidità nelle decisioni politiche ed economiche. Questi ambiziosi obiettivi verranno realizzati introducendo una serie di direttive e regolamenti che permettano l’utilizzo dei dati non personali, coerentemente con i principi dettati dal Data Act.

 

Bibliografia

COMMISSIONE EUROPEA, Data Act - La Legge sui Dati

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_22_1113

COMMISSIONE EUROPEA, Data Governance Act https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/node/58

ZUBOFF  S., 2019 Il capitalismo di sorveglianza, Luiss University Press.

 

Redattore: Chiara OLDANI

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