CRISI RUSSA DICEMBRE 2014

La Russia registra uno dei momenti peggiori della sua economia da oltre un decennio; il crollo del prezzo del petrolio sui mercati mondiali e il deprezzamento del rublo nei confronti delle altre valute sta determinando un crollo dell'economia russa con un'accelerazione dovuta al calo delle temperature, che aumenta la pressione sulla domanda interna di beni. I beni alimentari sono offerti, infatti, in regime limitato a causa della guerra commerciale decisa dal Presidente Putin dopo la crisi Ucraina del 2013. Guerra che gli si sta ritorcendo contro.

Nel 2014 il FMI prevede la crescita russa langue intorno al 0.2% e per il 2015 intorno a un misero 0.5%, mentre l'inflazione prevista al 7.3% nel 2015 dovrà essere rivista al rialzo in queste settimane.

L'analisi di Michele Pierri su Formiche.net è sintetica e ampiamente condivisibile, le previsioni della Duma sull'economia russa sono basate su un prezzo minimo del greggio ($90) che ormai non esiste più. La crisi russa è alle porte e la debolezza istituzionale del paese rappresenta un pericolo geopolitico importante.

Ma nel G-20 australiano di Brisbane i leader non hanno menzionato la crisi ucraina, evitando di prendere scomode o vaghe posizioni, come spiegato nell'analisi di Bracht e Kulik del gruppo di ricerca sul G-20 dell'Università di Toronto.

 

Chiara OLDANI

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