CONVERSIONE DELLA RENDITA

Nel passato si è fatto più volte ricorso nei vari paesi alla conversione della rendita di titoli pubblici, ossia la sostituzione forzata o facoltativa dei titoli redimibili o irredimibili del debito pubblico, distinto anche in fluttuante e in consolidato, con titoli analoghi o di diversa natura aventi di norma un rendimento minore. Magistrale fu la conversione opzionale della Rendita italiana 5% effettuata dal Governo Giolitti nel 1906 con corrispondenti titoli al 3,5%. I nuovi titoli furono sottoscritti in massa e i rimborsi furono di minima entità. Erano però i tempi in cui la lira carta faceva premio sulla lira oro. Nel 1926 ci fu, sempre in Italia, la conversione del debito fluttuante in debito consolidato. Nel 1934 si ebbe, invece, il processo inverso, ossia la conversione del debito consolidato 5% in debito redimibile 3,5%. Nell’anno successivo fu inevitabile convertire il redimibile 3,5% in consolidato 5%.

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