CESSIONE DI CREDITI IN GARANZIA

Contratto con il quale il titolare di un diritto di credito (cedente) lo trasferisce ad un terzo suo creditore (cessionario) per garantire l’adempimento del proprio debito nei suoi confronti. Sotto il profilo economico-funzionale, l’istituto rientra nei contratti di garanzia ed ha lo scopo di rafforzare la tutela del creditore. Sul piano strutturale rientra nella più ampia figura della cessione del credito, differenziandosene in ragione della specifica funzione di garanzia. La figura della cessione di crediti in funzione di garanzia comincia a delinearsi, quale istituto autonomo, soltanto una trentina di anni fa, ponendosi quale figura intermedia tra il pegno di crediti e la cessione di credito pro solvendo, ovvero in funzione di adempimento. Con questi istituti la cessione in funzione di garanzia presenta al contempo affinità ed elementi di differenziazione. Rispetto al pegno di crediti, con il quale ha in comune la causa di garanzia, la cessione si differenzia per produrre l’immediato trasferimento del credito dal debitore al garantito con conseguente assoluta non aggredibilità del credito da parte degli altri creditori del cedente. Rispetto alla cessione in funzione di pagamento, con la quale ha in comune proprio l’effetto dell’immediato trasferimento del credito, si distingue per essere qualificata dalla causa di garanzia, anziché da quella di pagamento. La struttura di garanzia comporta due fondamentali conseguenze. Da un lato, il collegamento strutturale con il rapporto garantito in favore di colui che in tale rapporto è creditore; dall’altro lato, il fatto che, ove il cedente adempia regolarmente le proprie obbligazioni nei confronti del cessionario, il trasferimento del credito ceduto in garanzia diviene inefficace. Si tratta di contratto sottoposto a condizione risolutiva: il cessionario acquistando immediatamente la titolarità del credito, acquista la possibilità di disporre dello stesso a favore di terzi. L’efficacia del contratto cesserà al verificarsi della condizione risolutiva, cioè al verificarsi dell’inadempimento da parte del cedente, Se il cedente è inadempiente, sorge per il cessionario il diritto di azionare la garanzia: egli, alla scadenza del credito ceduto, potrà richiedere al debitore l’adempimento in sue mani. Stante tuttavia la funzione di garanzia propria della cessione, egli, ottenuto d pagamento, dovrà restituire al cedente la somma riscossa nella misura in cui la stessa ecceda il proprio credito nei suoi confronti. Se, poi, il credito ceduto in garanzia scada anteriormente al credito garantito, il cessionario, che è obbligato alla suddetta restituzione solo al verificarsi della condizione, potrà trattenere le somme fino a tale momento e potrà far propri anche gli interessi. Poiché la cessione del credito, anche se in funzione di garanzia, comporta l’immediato trasferimento del diritto dal cedente al cessionario, è spesso praticamente difficile qualifi care l’operazione come cessione in funzione di garanzia o, invece, come cessione in funzione di adempimento. Tra i diversi criteri utilizzabili in assenza di una espressa previsione pattizia, preferibile è quello che qualifica cessione in funzione di garanzia quella effettuata contestualmente alla conclusione del rapporto principale e cessione in funzione di adempimento quella eseguita nel corso dello stesso. Nella prassi bancaria la cessione in funzione di garanzia è spesso utilizzata nelle operazioni di anticipazione su fatture: la banca anticipa al cliente l’importo di fatture dallo stesso emesse verso cessione in garanzia dei crediti relativi.

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