CESSIONE DI ATTIVITÀ E PASSIVITÀ

L’art. 90 TUBC attribuisce ai commissari, nella procedura di liquidazione coatta amministrativa di una banca, la facoltà di cedere le attività e le passività, l’azienda, rami d’azienda, beni e rapporti giuridici individuabili in blocco. L’operazione è subordinata al parere favorevole del comitato di sorveglianza e all’autorizzazione discrezionale della Banca d’Italia. Il TUBC ha così inteso regolare un istituto già diffuso nella prassi gestoria e riconosciuto dalla giurisprudenza, ma disciplinato dalla precedente legge bancaria in modo estremamente confuso. In base alla nuova norma, la cessione può avvenire in qualsiasi stadio della procedura. Il cessionario è responsabile ex lege delle passività risultanti dallo stato passivo, anche qualora questo venga formato dopo la cessione medesima. Secondo la dottrina, il legislatore ha inteso predisporre una tutela minima inderogabile dei creditori ceduti: è possibile perciò che le parti stabiliscano una responsabilità più ampia, comprendendovi anche passività che non risultino dallo stato passivo. La cessione è sottoposta a pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, oltre che ad ulteriori forme integrative di pubblicità richieste dalla Banca d’Italia: l’espletamento degli oneri pubblicitari determina l’opponibilità della cessione ai debitori ceduti. Nel caso di cessione parziale, come p.e. quella avente ad oggetto un ramo d’azienda, ovvero beni e rapporti giuridici individuati in blocco, la dottrina sottolinea la necessità di verificare in concreto che non sia leso il principio della par condicio creditorum, privilegiando alcuni creditori della banca a scapito di altri. Per ciò che invece concerne la cessione integrale, problemi interpretativi sorgono dal raccordo tra la disciplina comune del trasferimento d’azienda e quella della cessione di attività e passività bancarie. La dottrina afferma la prevalenza della disciplina contenuta nel TUBC, in quanto disciplina speciale, ma conserva alla disciplina comune funzione integrativa delle lacune. In particolare, in base all’art. 2560, 1° comma, c.c., si ritiene che la procedura sia responsabile solidalmente con il cessionario nei confronti dei creditori ceduti. Per ciò che invece concerne i contratti in corso di esecuzione al momento della cessione, si ritengono applicabili le norme di cui agli artt. 72 ss. l.fall. relativi agli effetti del fallimento sui rapporti giuridici preesistenti.

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