CENTRI AUTORIZZATI DI ASSISTENZA FISCALE

Acr. CAAF, CAF. Enti privati istituiti dall’art. 78 della l. 30.12.1991 n. 413 e successivamente inseriti, previa sostanziale riformulazione, nel capo V del d.lg. 9.7.1997 n. 241, dal d.lg. 28.12.1998 n. 490. I centri di assistenza fiscale che prestano la loro attività nei confronti delle imprese (con esclusione di quelle soggette all’IRPEG tenute alla nomina del collegio sindacale, oltre che di quelle alle quali non sono applicabili le disposizioni concernenti gli studi di settore, diverse dalle società cooperative e loro consorzi che, unitamente ai propri soci, fanno riferimento alle associazioni nazionali riconosciute) possono essere costituiti dalle associazioni sindacali di categoria tra imprenditori indicate all’art. 32, d.lg. n. 241 e da organizzazioni alle stesse aderenti. I centri che prestano la loro attività nei confronti dei contribuenti non titolari di reddito di lavoro autonomo di cui all’art. 49, primo comma, 22.12.1986 n. 917, e di impresa possono essere costituiti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti e pensionati, dai sostituti di imposta aventi complessivamente almeno cinquantamila dipendenti, dalle associazioni di lavoratori promotrici di istituti di patronato riconosciuti aventi complessivamente almeno cinquantamila aderenti. I centri sono costituiti nella forma di società di capitali; designano uno o più responsabili dell’assistenza fiscale da indicare tra gli iscritti nell’albo dei dottori commercialisti o in quello dei ragionieri liberi professionisti, anche assunti con rapporto di lavoro subordinato; svolgono la loro attività previa autorizzazione del Ministero delle Finanze. I centri prestano le seguenti attività: elaborano e predispongono le dichiarazioni tributarie, redigono le scritture contabili, verificano la conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni alla relativa documentazione, consegnano al contribuente copia della dichiarazione elaborata e del prospetto di liquidazione delle imposte, comunicano ai sostituti di imposta i dati rilevanti, inviano all’amministrazione finanziaria le dichiarazioni. I responsabili dell’assistenza dei CAF imprese, su richiesta del contribuente, rilasciano un visto di conformità dei dati delle dichiarazioni predisposte dal centro alla relativa documentazione e alle risultanze delle scritture contabili, oltre che di queste ultime alla relativa documentazione contabile e asseverano che gli elementi contabili ed extracontabili comunicati all’amministrazione finanziaria e rilevanti ai fini dell’applicazione della disciplina sugli studi di settore corrispondono a quelli risultanti dalle scritture contabili e da altra documentazione idonea. I responsabili dell’assistenza dei CAF dipendenti e assimilati rilasciano, su richiesta del contribuente, un visto di conformità dei dati delle dichiarazioni unificate alla relativa documentazione; i centri devono inoltre sempre verificare la conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni alle risultanze della relativa documentazione esibita dai contribuenti. Relativamente a ogni dichiarazione elaborata deve essere pertanto riscontrata la corrispondenza dei dati rilevanti ai fini della determinazione del reddito alla relativa certificazione tributaria, oltre che la legittimità dello scomputo delle ritenute d’acconto e la legittimità della deducibilità degli oneri e della spettanza delle detrazioni. L’art. 36, d.lg. n. 241 ha introdotto l’istituto della c.d. certificazione tributaria. In specie, i revisori contabili iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali e dei consulenti del lavoro, con comprovati requisiti di adeguata preparazione sia in materia contabile che fiscale possono rilasciare la certificazione tributaria, su richiesta del contribuente, al verificarsi di determinate condizioni. La certificazione può essere rilasciata solo nei confronti dei soggetti titolari di redditi di impresa in contabilità ordinaria, anche per opzione, e conferisce all’amministrazione finanziaria garanzie in ordine alla regolarità delle scritture contabili dei contribuenti, al rispetto di determinate disposizioni in materia contabile e fiscale e alla corretta rispondenza tra il risultato dell’esercizio e l’imponibile dichiarato. Con la riforma attuata è stato infine previsto che i sostituti di imposta non sono più obbligati a prestare l’assistenza fiscale, ma ne hanno solo la facoltà. I sostituti di imposta che decidono di non prestare assistenza fiscale devono consentire l’accesso dei centri presso la sede dell’impresa ovvero presso i luoghi di lavoro per la raccolta degli atti e dei documenti necessari per l’elaborazione delle dichiarazioni dei propri dipendenti.

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