CAUZIONE NELL'ATTIVITÀ BANCARIA

Garanzia di carattere patrimoniale costituita da banche a fronte dell’emissione di assegni a copertura garantita, o di assegni circolari, ovvero dell’assunzione di un servizio d’incasso e/o di pagamento (tesoreria, esattoria ecc.), o prestata nell’interesse di clienti che abbiano assunto l’appalto di opere o di servizi, onde assicurarne la regolare esecuzione contrattuale. L’obbligo di prestare cauzione è subordinato a taluni presupposti (svolgimento di determinate attività da parte di persone fisiche o giuridiche) e, pertanto, ove questi ultimi vengano meno, la medesima sarà “svincolata”. Al verificarsi dell’evento dannoso in relazione al quale è costituita, la cauzione sarà invece incamerata dal soggetto garantito. La forma di prestazione è molteplice: in titoli, in contanti o mediante rilascio di fideiussione, come precisato più avanti. a) Una prima categoria è formata dalle cauzioni rilasciate da persone fisiche. Vi rientravano quelle “speciali” degli amministratori e dirigenti di banche, un tempo costituite a garanzia del corretto adempimento delle loro funzioni e oggi non più richieste (v. infra). b) La seconda categoria comprende le cauzioni costituite dalle banche e si suddivide in due specie, potendo avere riferimento all’attività esplicata dalle banche stesse o dai loro clienti. a1) Nella prima fattispecie rientra la cauzione relativa al servizio emissione assegni circolari e assegni bancari a copertura garantita: l’istituto autorizzato all’emissione di assegni circolari è tenuto a costituire una cauzione sulla quale i portatori dei titoli hanno privilegio speciale (art. 49 TUBC, 2° comma). La cauzione viene costituita presso la competente filiale della Banca d’Italia e, dopo il primo mese di emissione, dev’essere mantenuta pari al 40% della circolazione degli assegni nel mese precedente, con obbligo, ove questa dovesse superare l’ammontare del capitale sociale e della riserva legale della banca risultante dall’ultimo bilancio approvato, di coprire tale eccedenza. Un altro esempio è dato dalle cauzioni che le banche debbono costituire (a garanzia d’una corretta gestione) per assumere il servizio degli incassi o di tesoreria. Così è per la Banca d’Italia relativamente alla gestione delle tesorerie provinciali, per l’assunzione, da parte di banche, dei servizi di esattoria e ricevitoria per conto dei comuni, oltre che di tesoreria per conto di enti pubblici in genere. Particolari cauzioni debbono essere, altresì, prestate da quelle banche che assumano la veste di corrispondenti bancari, esplicando i servizi di incasso effetti e di emissione assegni circolari. a2) Della seconda fattispecie fanno parte le cauzioni costituite dalle banche nell’interesse dei clienti e per attività esplicate dai medesimi. In genere, si tratta di garanzie richieste agli imprenditori per essere ammessi ad una gara d’appalto (e allora la cauzione ha carattere provvisorio) oppure, dopo l’eventuale aggiudicazione della medesima, allo scopo di garantire la buona esecuzione dell’opera o del servizio. Con d.p.r. 22.5.1956 n. 635 anche le banche ordinarie aventi un patrimonio (capitale versato e riserve) non inferiore a 300 milioni sono state ammesse a garantire il buon fine dei contratti aventi come controparte lo Stato con proprie fi- deiussioni sostitutive della cauzione in contanti od in titoli. La cauzione degli amministratori (non solo delle banche) è stata soppressa con la l. 4.6.1985 n. 281, art. 24. La Vigilanza, su delibera CICR del 14.5.1971, ha eliminato l’obbligatorietà di quella dei “dirigenti”. I cassieri sono assicurati.

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