BANDA DI OSCILLAZIONE

Nell’ambito degli Accordi europei di cambio (AEC) dello SME era il campo di variazione consentito ai cambi di mercato tra ciascuna coppia di valute aderenti agli Accordi. L’ampiezza della banda era fissata in  2,25 per cento rispetto al tasso centrale per tutte le valute partecipanti, con esclusione della peseta spagnola e dell’escudo portoghese che usufruivano di una banda allargata (± 6 per cento). Il 2 agosto 1993 la banda di oscillazione per tutte le valute è stata ampliata al ± 15 per cento, con l’esclusione del rapporto bilaterale tra fiorino olandese e marco tedesco. Nell’ambito degli Accordi europei di cambio II è il campo di variazione consentito ai cambi di mercato tra l’euro e ciascuna delle valute degli Stati membri della UE non facenti parte dell’area dell’euro che aderiscono agli AEC II.
Fonte: Banca d'Italia

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