BANCA DI SVILUPPO BRICS (ENCICLOPEDIA)

Abstract

Una delle principali novità che ha maggiormente mutato lo scenario internazionale negli ultimi anni è rappresentata dalla progressiva affermazione di un gruppo di economie, definito dall'acronimo BRICS (Repubblica Popolare Cinese, Russia, India, Brasile, Sud Africa). A partire dal 2009, i BRICS si riuniscono periodicamente in uno dei Paesi membri discutendo su varie tematiche, riguardanti il coordinamento delle politiche economiche e della politica estera. Il 27 marzo 2013 a Durban, in Sud Africa, si è svolta la quinta conferenza dei BRICS, in cui i cinque Paesi hanno annunciato la fondazione di una banca comune per lo sviluppo con l’intento di sostituire il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale nel finanziamento di progetti di sviluppo. Nasce la proposta di una nuova grande Banca di sviluppo parallela alle istituzioni finanziarie di Bretton Woods. Attraverso l’istituzione di questa Banca, alimentata inizialmente da cinquanta miliardi di dollari di capitale, ripartiti equamente in dieci miliardi a testa, verranno mobilitate risorse da investire in infrastrutture e progetti di sviluppo sostenibile nei Paesi BRICS, così come in altri Paesi emergenti e Paesi in via di sviluppo. La Banca che sarà operativa entro il 2015 con sede in Sud Africa, non opererà con il dollaro ma con le monete nazionali utilizzate per gli scambi commerciali bilaterali e multilaterali dei Paesi BRICS (vedi accordi Swap).

Accordi di Durban vs Accordi di Bretton Woods

BRICS and Africa - partnerships for integration and industrialisation”, questo il tema del quinto vertice dei Paesi BRICS a Durban in Sud Africa, in cui si è discusso di quattro obiettivi principali: attivazione di accordi di cooperazione multilaterale, di partenariato strategico, di accordi sull’utilizzo delle riserve valutarie e soprattutto di costituzione di una Banca di sviluppo. Tutti temi potenzialmente in grado di mutare gli equilibri politico-economici internazionali.

Sono lontani i tempi in cui Europa e USA costituivano il solo polo economico mondiale in grado di dettare le proprie condizioni. Alla fine degli anni ottanta, il consenso e la capacità di convinzione della superpotenza statunitense era al suo apice, grazie alla vittoria sul socialismo dell’Unione Sovietica e alla continua crescita economica (vedi Washington Consensus). Negli ultimi anni, a causa del susseguirsi di crisi economiche e finanziarie, i dettami provenienti dalle istituzioni economiche occidentali nate a Bretton Woods hanno progressivamente perso influenza sull’attuazione delle politiche dei Paesi in via di sviluppo (vedi nascita del Beijing Consensus). In questi stessi anni, la capacità di finanziamento del FMI e l’autorità normativa della Banca Mondiale diminuiscono, mentre altre economie e in particolare quelle dei Paesi emergenti BRICS, al contrario, accumulano circa 5 bilioni di dollari in riserve monetarie.

Già nel 2012, tra i Paesi BRICS, si era discusso della creazione di una rete di sicurezza finanziaria sotto forma di accordi per l’utilizzo delle monete nazionali nel commercio intra-BRICS e per costruire un assetto finanziario internazionale più stabile attraverso l’Accordo di Riserva Contingente (CRA). Questo accordo si è presto evoluto nella volontà di istituire una vera e propria Banca di sviluppo per utilizzare le risorse in progetti infrastrutturali e di sviluppo sostenibile nei Paesi membri.

Il 27 marzo 2013 a Durban, in Sud Africa, i cinque Paesi annunciano l’obiettivo di adeguarsi alle istituzioni finanziarie internazionali e in particolare di sostituirsi di fatto al FMI e alla Banca Mondiale (ancorate alle logiche politiche della fine della Seconda Guerra Mondiale) nell’opera di assistenza finanziaria ai componenti membri. Lo conferma il documento finale del vertice laddove dichiara che le istituzioni come Banca mondiale, FMI e anche Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sono strumenti economici e politici incapaci di risolvere i problemi dell'economia globale.

In sostanza la Banca di sviluppo BRICS viene istituita, da una parte, per aiutare a finanziare progetti di sviluppo nei Paesi BRICS e dall’altra per respingere ogni futura crisi finanziaria grazie ad una riserva di valute estere. Non meno importante e’ la decisione di costituire un fondo di stabilità, del valore di cento miliardi di dollari per supplire ad un’eventuale mancanza di liquidità nei mercati internazionali. La Banca utilizzerà come valuta principale le monete nazionali e non il dollaro, come per gli scambi commerciali bilaterali e multilaterali intra-BRICS, (vedi Brasile e Cina).

Inoltre, i finanziamenti elargiti dalla Banca potranno essere estesi ad altri Stati esterni con cui i Paesi BRICS hanno legami commerciali o politici, in modo da aumentare l’influenza di tale istituto. La Russia è parte dell’Unione Euroasiatica, il Sud Africa parte della Comunità di Sviluppo dell’Africa Medidionale (SADC) e dell’ African Developmnet Bank (AFDB), la Cina ha forti legami con le nazioni asiatiche (Banca Asiatica di Sviluppo …BASS, Asia Pacific Economic Cooperation … APEC, Association of Southeast Asian Nations … ASEAN, Organizzazione di Shanghai per la cooperazione … OSC) e con l’Iran.

I primi interventi della nuova Banca di sviluppo BRICS saranno indirizzati al finanziamento di infrastrutture in Africa, continente strategico da un punto di vista economico e geopolitico.

Nuovi equilibri del sistema finanziario internazionale e prospettive future

In un’economia mondiale attualmente in sofferenza, la necessità di assistenza nei Paesi in via di sviluppo e nei Paesi con mercati emergenti, legata alla necessità di garantire stabilità finanziaria nel tempo è sempre crescente. Oggi, le istituzioni finanziarie adibite a questo compito possono soddisfare solo una piccola parte di queste necessità. Per questo motivo, una Banca per lo sviluppo e una rete di sicurezza finanziaria BRICS, possono contribuire a ridurre questo deficit e a farsi promotrici del cambiamento nei mercati emergenti. La Cina, la Russia, il Brasile, l’India e il Sud Africa, sembrano avere la possibilità di rispondere ai bisogni dell’economia mondiale molto agevolmente, grazie alla grande quantità di riserve anche internazionali di cui dispongono. Per questi motivi, la Banca BRICS potrebbe essere un potenziale competitor del sistema finanziario occidentale.

Nonostante gli attuali organismi internazionali storicamente nati per rispondere a tali esigenze abbiano cercato di adeguarsi ai cambiamenti in atto, la struttura della loro governance non è in sintonia con la realtà economica e politica odierna. Le principali istituzioni in questione risultano, infatti, ancora profondamente legate ed influenzate dalle logiche politiche della fine della Seconda Guerra Mondiale, mentre al contrario, la struttura della governance della nuova Banca BRICS potrebbe assimilare facilmente le best practice contemporanee (finanza sostenibile, sviluppo sostenibile, cambiamento climatico). Così facendo le ragioni della creazione di tale istituto potrebbero portare lo stesso ad assumere un ruolo di principale canalizzatore delle esigenze dei Paesi in via di sviluppo oppure a promuovere un processo di riforma delle istituzioni economiche e finanziarie già esistenti.

Bibliografia

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Redattore: Giovanni AVERSA

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