ADDIZIONALI LOCALI

Maggiorazioni locali di un tributo erariale. Questo termine è, a volte, nella prassi, utilizzato impropriamente anche per indicare quote di compartecipazione allo stesso. Attualmente è in vigore l’addizionale regionale dell’IRPEF (istituita dall’art. 50 del d.lg. 446/1997), sostitutiva della corrispondente quota di tributo erariale, applicata per il biennio 1998-1999 nella misura dello 0.50% a ogni scaglione di reddito; a partire dall’anno 2000 è stata data facoltà alle Regioni di fissarne la misura, all’interno di limiti minimi e massimi stabiliti con d.lg. 18.02.2000 n. 56, tra lo 0,9 e l’1,4%. La l. 27.12.2002 n. 289 (legge finanziaria 2003, art. 3, comma 1) ha disposto la sospensione delle maggiorazioni delle aliquote regionali IRPEF deliberate dopo il 29.09.2002. Esiste, poi l’addizionale comunale all’IRPEF, istituita dall’art. 1 del d.lg. 28.9.1998 n. 360 (mod. dall’art. 11 della l. 18.10.2001 n. 383). Oltre a una quota uguale su tutto il territorio nazionale, i Comuni possono deliberare una quota aggiuntiva; la variazione dell’aliquota di compartecipazione non può eccedere complessivamente 0,5 punti percentuali, con un incremento annuo non superiore a 0,2 punti percentuali. Anche le maggiorazioni delle aliquote delle addizionali comunali sono state sospese dalla legge finanziaria 2003. Il blocco è stato confermato dalla l. 30.12.2004 n. 311 (legge finanziaria 2005, art. 1, comma 51) per gli aumenti deliberato dopo il 29.9.2002. I commi 51 e 52 dell’art. 1 della legge 311 del 2004 dispongono, però, che per gli anni 2005, 2006 e 2007 è consentito l’aumento dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale comunale all’Irpef ai soli enti che, alla data di entrata in vigore della suddetta legge finanziaria, non si siano avvalsi della facoltà di aumentare tale addizionale. L’aumento deve comunque essere limitato entro la misura complessiva dello 0,1%.

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