VOLONTARIA GIURISDIZIONE

Si parla di volontaria giurisdizione con riferimento ad una serie di procedimenti, anche assai diversi tra loro, attraverso i quali il giudice svolge un’attività di assistenza e di controllo su richiesta delle parti interessate (p.e., autorizzazione alla vendita dei beni del minore; interdizione e inabilitazione; dichiarazione di morte presunta; omologazione della separazione consensuale tra coniugi). Viene detta “giurisdizione” perché si realizza per opera del giudice ed è definita “volontaria” in quanto, non presupponendo la lesione di un diritto, non avrebbe natura “contenziosa”. Il procedimento, che ha inizio su ricorso di parte, si svolge in camera di consiglio e si conclude con la pronuncia di un provvedimento che di norma ha la forma del decreto motivato (art. 737 c.p.c.). Tale decreto può essere in ogni tempo modificato o revocato; contro di esso, inoltre, è ammessa impugnazione mediante reclamo. Talora, però, la legge richiede che il provvedimento abbia forma di sentenza (p.e., per la dichiarazione di assenza o di morte presunta e per l’interdizione e l’inabilitazione). La qualificazione sistematica della volontaria giurisdizione è controversa: chi riduce la funzione giurisdizionale esclusivamente a quella contenziosa ne afferma la natura sostanzialmente amministrativa.

  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Publication Ethics and Malpractice

Copyright © 2019 ASSONEBB. All Rights reserved.

Menu
×