VISTO SUGLI ASSEGNI

Dichiarazione o sigla apposta sull’assegno bancario dal banchiere trattario e da lui sottoscritta, con la quale si rende edotto il legittimo possessore del titolo dell’esistenza della provvista al momento della certificazione. Con l’apposizione del visto, il trattario dichiara che esistono presso di lui i fondi corrispondenti all’ammontare del titolo e si impegna a non consentirne il ritiro, daparte del traente, prima della scadenza del termine di presentazione. Si tratta di una semplice dichiarazione di scienza (certificazione dell’esistenza dei fondi) e non di una dichiarazione di volontà (promessa di pagamento), dal momento che l’assegno bancario non può essereoggetto di accettazione da parte del trattario (art. 4 l. ass.). In altre parole il visto aumenta la fiducia del portatore e favorisce la circolazione del titolo, ma non comporta l’assunzione da parte del trattario di un’obbligazione extra cartolare di pagare. Da ciò consegue che la responsabilità del trattario è limitata al legittimo affidamento che si viene a creare nel portatore dell’assegno bancario vistato, con la dichiarazione del trattario, in forza della quale si elimina il rischio di un rifiuto di pagamento per mancanza di fondi. Pertanto, il trattario non risponde nel caso che la provvista, esistente al momento della certificazione venga meno in seguito ad un procedimento cautelare o esecutivo a carico del traente (sequestro, pignoramento, fallimento). L’uso di apporre sullo chèque il visto dello sportello su cui esso è tratto, per renderlo pagabile anche presso le altre filiali, è raro in Italia, mentre è molto frequente in Francia.

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