VIGILANZA FINANZIARIA IN EUROPA (Enciclopedia)

1. Vigilanza del Sistema Finanziario

La vigilanza del sistema finanziario - composto da intermediari, mercati, derivati, prodotti e infrastrutture (pagamenti, regolamenti, compensazioni e, appunto, vigilanza finanziaria) (FIG. 1) - si articola in: regolazione e supervisione.

I processi dinamici e interattivi di regolazione e di supervisione sono logicamente distinti, ma strettamente connessi nella realtà operativa. Pertanto essi richiedono, al contempo, una visione unitaria e un’analisi specifica.

L’esigenza di un’idonea vigilanza del sistema finanziario, per favorirne il corretto funzionamento e per salvaguardarne gli utenti, è fondamentalmente connessa alla necessità di prevenire e di correggere possibili "fallimenti di mercato", come sinteticamente esposto nella FIG. 2, che riepiloga motivazioni e obiettivi della vigilanza finanziaria.

2. Regolazione e supervisione finanziaria

La Regolazione finanziaria identifica il processo attraverso il quale vengono definiti … e modificati nel tempo … le regole e gli standard che governano il sistema finanziario.

La Supervisione finanziaria definisce il processo attraverso il quale le Autorità di vigilanza supervedono intermediari, mercati, strumenti e operatori per assicurare il buon funzionamento del sistema finanziario e il rispetto dell’idonea applicazione di regole e standard.

Le complesse modalità dei processi di regolazione e supervisione finanziaria in Europa e i diversi livelli di articolazione normativa attualmente esistenti (procedura Lamfalussy) sono illustrati nelle FIGG. 3 e 4.

Tratto da "La corporate governance nelle banche" di Rainer Masera, 2006, Il Mulino

3. Supervisione macro e micro prudenziale

La Supervisione finanziaria richiede la distinzione tra due livelli: macro e micro.

La supervisione macroprudenziale è rivolta ad identificare e valutare, nonché, se necessario, attirare l’attenzione dei responsabili sui rischi potenziali per la stabilità finanziaria derivanti da sviluppi macro economici e del sistema finanziario nel suo insieme, raccomandando infine provvedimenti e misure idonei a far fronte a tali rischi.

La vulnerabilità del sistema finanziario a rischi sistemici, interconnessi, complessi, settoriali e intersettoriali richiede una valutazione sia delle situazioni, sia delle istituzioni che possono, entrando in crisi, innescare un impatto sistemico.

Le carenze della supervisione macroprudenziale sono emerse con particolare evidenza nella crisi del 2007/2009.

La supervisione microprudenziale concerne le Autorità di vigilanza e la loro azione per salvaguardare la solidità e l’efficienza delle singole imprese finanziarie e proteggere gli utenti dei servizi finanziari.

Come indica laFIG. 5 il nuovo modello a "diamante" di analisi della vigilanza finanziaria mostra che la vigilanza macroprudenziale svolge un ruolo chiave sia direttamente sia per le interazioni, descritte dalle frecce, non solo con la politica economica e con l’azione microprudenziale, ma anche con la stessa regolazione.

4. Verso un nuovo assetto europeo di vigilanza

Il nuovo quadro europeo di vigilanza in Europa proposto dal Rapporto de Larosière, sostanzialmente recepito dal Consiglio europeo e in fase di attuazione, è descritto dalla FIG. 6.

Esso è fondato su due pilastri: il Consiglio europeo per il rischio sistemico (supervisione macroprudenziale) e il Sistema europeo delle Autorità di vigilanza finanziaria, costituito, a sua volta, da un assetto a rete, articolato sull’integrazione e sull’interazione tra Autorità nazionali e nuove Autorità europee.

Redattore: Rainer MASERA

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