VENDITA GIUDIZIALE

Istituto proprio del processo di esecuzione in cui i beni del debitore vengono espropriati e messi in vendita affinché con il ricavato possa soddisfarsi il creditore. La vendita viene preceduta dal pignoramento della cosa e si svolge, di regola, con le forme dell’incanto, eccezionalmente a trattativa privata. È possibile che la cosa pignorata, e poi venduta, appartenga, anziché al debitore espropriato, ad un terzo, il quale non si sia tempestivamente opposto all’espropriazione ai sensi dell’art. 619 c.p.c. In questo caso, il terzo può rivendicare la cosa dall’acquirente il quale verrà così a subite l’evizione (v. vendita); l’acquirente evitto potrà, a sua volta, richiedere il prezzo non ancora distribuito ai creditori, e, se la distribuzione è già avvenuta, potrà richiedere a ciascun creditore la parte che questi ha ricevuta e dal debitore l’eventuale residuo. Se si tratta di cosa mobile, e l’acquirente è in buona fede, il proprietarionon può rivendicarla, ma può soddisfarsi sul prezzo, avendo la precedenza sui creditori. In ogni caso è ferma la responsabilità del creditore procedente in malafede, per i danni e le spese. Se la vendita è fatta in più volte, o in più lotti, essa deve cessare quando il prezzo già ottenuto basta per soddisfare integralmente i creditori intervenuti.

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