VENDITA CON PATTO DI RISCATTO

È la compravendita nella quale il venditore si riserva il diritto di riavere la proprietà del bene venduto, restituendo al compratore il prezzo pagato e rimborsandogli ogni altra spesa eventualmente sostenuta (art. 1500 c.c.). Il termine per il riscatto è stabilito dalla legge in due anni per i beni mobili ed in cinque anni per quelli immobili: se le parti stabiliscono un termine maggiore, esso si riduce di diritto a quello legale. Il venditore che, nel termine stabilito, omette di comunicare al compratore la propria intenzione di riavere il bene decade dalla facoltà di riscattarlo. Lo stesso accade se egli non corrisponde le somme dovute al compratore a titolo di rimborso. Il venditore che ha legittimamente esercitato il diritto di riscatto può chiedere il rilascio del bene anche nei confronti degli aventi causa dall’acquirente, purché il diritto sia ad essi opponibile (art. 1504 c.c.). A differenza del patto di retrovendita, che impone all’acquirente di rivendere il bene al venditore, il patto di riscatto attribuisce a quest’ultimo il potere di far rientrare nel proprio patrimonio la cosa venduta come effetto della sola dichiarazione di voler riscattare il bene.

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