Politica di Coesione: priorità e investimenti dell'Unione Europea nella programmazione 2014-2020 (Enciclopedia)

Abstract


La politica di coesione, definita anche politica regionale, si configura come principale politica comunitaria utilizzata per ridurre le disparità di sviluppo fra le regioni degli Stati membri nonchè come il più importante strumento d’investimento dell’Unione europea. La politica di coesione è ripartita in cicli di programmazione della durata di 7 anni. La normativa che disciplina l’ultimo ciclo di investimenti relativi al periodo 2014-2020 è stata adottata nel dicembre 2013 dal Consiglio dell’Unione europea con lo stanziamento di 351,8 miliardi di euro, circa un terzo del bilancio Ue, ai quali si aggiunge il cofinanziamento dei singoli Stati membri. L’attuazione della politica di coesione e l’utilizzo delle risorse a disposizione passa attraverso tre fondi principali Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), Fondo sociale europeo (FSE), Fondo di coesione. In base alle priorità individuate, queste risorse saranno utilizzate per finanziare infrastrutture di trasporto e comunicazione, per sostenere le piccole e medie imprese (PMI) nei processi di innovazione e competitività, per generare posti di lavoro, per rafforzare e modernizzare i sistemi d’istruzione e per creare inclusione sociale. L’obiettivo ultimo di questa nuova programmazione della politica di coesione, in accordo con la strategia “Europa 2020”, è di ottenere una crescita inclusiva, intelligente e sostenibile.


Normativa UE

La politica di coesione trae origine sin dal Trattato di Roma (1957). Nel suo preambolo, infatti, si fa espressamente riferimento alla necessità di rafforzare l’unità delle loro economie e di assicurarne lo sviluppo armonioso riducendo le disparità fra le differenti regioni e il ritardo di quelle meno favorite. Più recentemente la politica di coesione trova legittimazione in 5 articoli, dal 174 al 178, del Trattato di Lisbona (2010).

Ripartita in cicli di programmazione della durata di 7 anni, le risorse della politica di coesione si basano sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) che stabilisce la pianificazione finanziaria dell’Unione europea.

Sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, serie L 347 del 20 dicembre 2013 sono stati pubblicati i Regolamenti sui Fondi strutturali e di investimento europei (SIE) per il nuovo periodo di programmazione 2014-2020. Il prossimo ciclo di programmazione è, di fatto, regolamentato dalle seguenti nuove norme:

N°1 Regolamento contenente le disposizioni comuni: sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Regolamento UE n. 1303/2013). Il Regolamento prevede l’adozione, da parte della Commissione europea, del Quadro Strategico Comune (QSC), volto a tracciare le linee guida per la definizione delle priorità di investimento per gli Stati membri e per le Regioni, nonché le modalità di attuazione della politica di coesione;

N° 5 Regolamenti specifici relativi a ciascun fondo: FESR (Regolamento UE n. 1301/2013), FSE (Regolamento UE n. 1304/2013) Fondo di coesione (Regolamento UE n. 1300/2013), FEASR (Regolamento UE n. 1305/2013), FEAMP (Regolamento in attesa di approvazione e pubblicazione);

N° 2 Regolamenti specifici relativi a: obiettivo di "cooperazione territoriale europea" Regolamento (UE) n. 1299/2013 e gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) Regolamento (UE) n. 1302/2013.

Funzionamento politica di coesione: ruolo Commissione, Stati membri e Regioni

La politica di coesione è caratterizzata da un processo di governance basato sul lavoro sinergico tra Commissione europea, Stati membri e autorità locali. Nell’implementazione di tale politica pertanto si susseguono diverse fasi che coinvolgono, con grado diverso, tali attori.

Una prima fase preliminare è legata all'individuazione delle aree destinatarie dei finanziamenti (regioni). Il livello di sostegno nell'attribuzione dei fondi e il contributo nazionale o tasso di cofinanziamento da destinare ad ogni singola regione in cui è suddivisa l’Unione europea dipende dal loro sviluppo economico. La classificazione delle regioni (Figura 1) riguarda tre livelli individuati in base al Pil pro capite delle stesse:

- Regioni meno sviluppate (pil/pro capite < 75 % della media ue-27);

- Regioni in fase di transizione (pil/pro capite fra 75 % e 90 % della media ue-27);

- Regioni più sviluppate (pil/pro capite > 90 % della media ue-27).

Figura 1: Classificazione Regioni Unione Europea per Pil pro capite

Fonte: Commissione europea

Oltre all'individuazione delle regioni in cui destinare i fondi, l’implementazione della politica di coesione si caratterizza di ulteriori fasi. Nello specifico, il bilancio e le norme che ne regolamentano l’utilizzo sono approvati di comune accordo dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei ministri dell’Ue sulla base di una proposta della Commissione. Vengono adottate disposizioni comuni a cui si aggiungono norme specifiche per ciascun fondo FESR, FSE, FC, FEASR e FEAMP (per le norme relative alla programmazione 2014-2020 vedi sopra paragrafo Normativa Ue).

Una terza fase può essere individuata nella formulazione delle priorità della politica di coesione sulla base delle consultazioni tra Commissione e Stati membri. Per quest’ultimo motivo, per l’attuazione della politica di coesione è necessario un “Accordo di Partenariato” tra il paese membro e la Commissione Europea. Nello specifico, l’accordo di partenariato è il documento predisposto da uno Stato membro in collaborazione con le istituzioni di livello centrale dell’Unione Europea e quelle locali, che definisce strategie, metodi e priorità di spesa. Ogni Stato membro redige quindi un accordo di partenariato e propone un elenco di Programmi Operativi (PO) ripartendo gli obiettivi in aree d’azione concrete. I PO possono riguardare interi paesi o intere regioni dell’Ue, ma anche attività di cooperazione che interessano più di un paese.

Successivamente, la Commissione negozia il contenuto definitivo dei piani d’investimento (accordo di partenariato e PO) con le autorità nazionali e regionali. Il negoziato con lo Stato membro si conclude con l’approvazione dell’accordo di partenariato da parte della Commissione europea.

Nell’ultima fase, quella di realizzazione, i PO specifici vengono attuati dai paesi dell’Ue e dalle loro regioni. Ciò significa selezionare, monitorare e valutare centinaia di migliaia di progetti. Il lavoro è organizzato da autorità di gestione in ciascun paese poichè la Commissione mette a disposizione i finanziamenti complessivi, ma spetta ai paesi membri, attraverso i loro organismi regionali e nazionali accreditati dall’Ue, effettuare i pagamenti diretti e individuali ai beneficiari dei singoli progetti.

Programmazione 2014-2020: prioritá, investimenti e fondi destinati

La politica di coesione è la principale politica di investimento dell’Unione europea poiché impegna circa un terzo del suo bilancio totale. Numerose sono le novità rispetto al periodo di programmazione precedente 2007-2013, come l’introduzione di un insieme di norme unico per tutti i fondi, l’introduzione di prerequisiti da soddisfare prima della canalizzazione dei finanziamenti, il potenziamento della dimensione urbana e della lotta per l’inclusione sociale, la possibilità di sospendere l’erogazione dei contributi allo Stato membro che non rispetta le norme di carattere economico dell’Unione europea, ma più di tutte risulta fondamentale l'allineamento della nuova politica di coesione alla strategia “Europa 2020”. La programmazione 2014-2020 della politica di coesione, infatti, mette a disposizione il quadro generale di investimento (Quadro Strategico Comune) e il sistema di assegnazione necessari per raggiungere gli obiettivi della strategia “Europa 2020”, mobilitando fino a 351,8 miliardi di euro destinati alle regioni, alle città dell'UE e all'economia reale (come mostrato dal Grafico 1). La politica di coesione è, inoltre, un catalizzatore di ulteriori finanziamenti pubblici e privati, considerati i quali, si prevede un impatto della politica di coesione per il periodo 2014-2020 quantificabile in circa 500 miliardi di EUR.

Grafico 1: Fondi della Politica di coesione 2014-2020

Fonte: Commissione europea

Gli investimenti predisposti dalla nuova programmazione contribuiranno allo sviluppo in diversi settori chiave dell’economia, quali istruzione, occupazione, energia, ambiente, mercato unico, ricerca e innovazione.

Per far ciò la politica di coesione stabilisce 11 obiettivi tematici a sostegno della crescita per il periodo 2014-2020:

1. Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione;

2. Migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), nonché il loro utilizzo e qualità;

3. Migliorare la competitività delle PMI;

4. Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio;

5. Promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzione e la gestione dei rischi;

6. Preservare e tutelare l’ambiente e promuovere l’efficienza delle risorse;

7. Promuovere il trasporto sostenibile e migliorare le infrastrutture di rete;

8. Promuovere l’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori;

9. Promuovere l’inclusione sociale e lottare contro la povertà e qualsiasi discriminazione;

10. Investire in istruzione, formazione e apprendimento permanente;

11. Migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione.

Gli investimenti del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) finanziano tutti gli 11 obiettivi, ma quelli da 1 a 4 costituiscono le principali priorità di investimento. Le principali priorità del Fondo sociale europeo (FSE) sono gli obiettivi da 8 a 11, ma il fondo finanzia anche quelli da 1 a 4. Infine il Fondo di coesione finanzia gli obiettivi da 4 a 7 e 11.

La politica di coesione e l’Italia

L’accordo di partenariato tra Italia e Commissione europea è stato approvato il 29 ottobre 2014 e ha definito la strategia per l’utilizzo dei Fondi strutturali e di investimento europei nei prossimi 7 anni di programmazione della Politica di coesione. Le priorità italiane indivuate nell’accordo di partenariato riguardano: lo sviluppo di un ambiente imprenditoriale favorevole all’innovazione, la realizzazione di infrastrutture a elevate prestazioni e la gestione efficiente delle risorse naturali, l’aumento del livello di partecipazione al mercato del lavoro, la promozione dell’inclusione sociale e il miglioramento qualitativo del capitale umano, la qualità, l’efficacia e l’efficienza della pubblica amministrazione.

Nel periodo 2014-2020, l’Italia gestirà oltre 60 Programmi Operativi Regionali e 14 Programmi Operativi Nazionali per circa 44 miliardi di euro. Questa cifra fa dell’Italia il secondo Stato membro della Ue per dotazione di bilancio, dopo la Polonia (come mostrato nel Grafico 2).

Grafico 2: Dotazioni di bilancio per Stato Membro

Fonte: Commissione europea

Dei 44 miliardi complessivi, 32,2 miliardi derivano dai Fondi di coesione (20,6 miliardi dal FESR - Fondo europeo di sviluppo regionale, 10,4 miliardi dal FSE - Fondo sociale europeo, 1,1 miliardi per la cooperazione territoriale europea e 567 mln della YEI, l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile) che si vanno a sommare ai 10,4 miliardi del FEASR - Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e ai 537 mln del FEAMP - Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

I Fondi di coesione verranno distribuiti tra le regioni, con maggior incidenza sulle aree più svantaggiate:

22,2 miliardi di euro alle regioni meno sviluppate (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia); 1,3 miliardi di euro alle regioni in transizione (Sardegna, Abruzzo e Molise); 7,6 miliardi di euro alle regioni più sviluppate (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Friuli Venezia-Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Lazio).

Bibliografia

Commissione europea (2010), “Bilancio della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”, Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato Delle Regioni, Bruxelles, http://ec.europa.eu/europe2020/pdf/europe2020stocktaking_it.pdf

Commissione europea (2012), “Elementi di un quadro strategico comune 2014 - 2020 per il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo, il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca”, documento di lavoro dei servizi della Commissione, Bruxelles

Commissione europea DG Comunicazione e Informazioni per i cittadini (2014), “Politica regionale”, paper, Lussemburgo Commissione Europea, website, http://ec.europa.eu/

Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica, “Accordo di partnernariato dell’Italia 2014-2020”, http://www.dps.gov.it/it/AccordoPartenariato Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica, website, http://www.dps.gov.it/

Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, “Regolamento n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio”, 17 dicembre 2013, http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32013R1303

Parlamento europeo (2013), “2014-20 Multiannual Financial Framework (MFF)”, http://www.europarl.europa.eu/RegData/bibliotheque/briefing/2013/130627/LDM_BRI(2013)130627_REV1_EN.pdf Unione Europea, website, http://europa.eu/

Autore: Giovanni AVERSA

  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Publication Ethics and Malpractice

Copyright © 2019 ASSONEBB. All Rights reserved.

Menu
×