PANEL D'ISPEZIONE DELLA BANCA MONDIALE (ENCICLOPEDIA)

Abstract

Il Panel di Ispezione della Banca Mondiale è un organismo indipendente, privo di poteri giurisdizionali, con il compito di attivare indagini riguardanti presunte violazioni di politiche e procedure interne della Banca Mondiale nell’esecuzione dei suoi progetti. In particolare, i ricorsi al Panel riguardano principalmente questioni legate ai progetti finanziati attraverso la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BIRS) e la Agenzia Internazionale per lo Sviluppo (IDA), mentre i reclami relativi ai progetti sostenuti da altre agenzie del Gruppo Banca Mondiale, la International Finance Corporation (IFC) e la Agenzia multilaterale di garanzia degli investimenti (MIGA) sono trattate dall'Ufficio del Compliance Advisor Ombudsman (CAO). Il Panel di Ispezione della Banca Mondiale è il primo organismo che promuove la responsabilità di un Istituto finanziario internazionale. Promuove, infatti, la responsabilità della Banca Mondiale nel dare alle parti lese voce in capitolo sulla tutela dei propri interessi e diritti in relazione alle attività svolte dalla stessa.

Struttura

Il Panel d’Ispezione della Banca Mondiale funziona in modo permanente e ha una struttura molto semplice caratterizzata dall’operato di tre membri (ispettori), provenienti ognuno da un diverso Stato membro della Banca. La decisione di tale numero è conforme a un sistema ormai classico per gli organi di controllo internazionali, poiché essendo dispari agevola la formazione delle maggioranze indispensabili per le deliberazioni.

Gli ispettori rimangono in carica per cinque anni e sono nominati dai Direttori Esecutivi su proposta del Presidente della Banca Mondiale. Risulta loro preclusa la possibilità di esercitare altre attività professionali salvo un’autorizzazione da parte del Consiglio dei Governatori della Banca Mondiale.

Il Panel è presieduto dall’ispettore nominato per primo tra i tre, a cui risulta affidata la direzione dei servizi e la direzione delle udienze e le relative deliberazioni.

In aggiunta ai tre ispettori è previsto il Segretario Esecutivo, nominato dal Presidente della Banca previa consultazione del Consiglio dei Governatori. Il Segretario Esecutivo partecipa a tutte le riunioni del Panel, ma è privo del diritto di voto e svolge un importante compito di mediazione tra l’organismo e i ricorrenti.

Nello svolgimento delle loro funzioni, i membri del Panel sono funzionari della Banca e godono dei privilegi e delle immunità riconosciute a tutti i funzionari dell’Istituto.

Mandato

Il mandato del Panel riguarda la verifica della conformità delle attività della Banca Mondiale, durante la realizzazione di un progetto, con le sue “policies”, “procedures” e “operational directives”.Queste politiche e procedure operative interne contemplano numerosi aspetti legati, tra l’altro alla protezione ambientale e alla tutela delle popolazioni locali suscettibili di subire un danno dovuto alla realizzazione del progetto finanziato dalla Banca.

Il Panel analizza unicamente i progetti finanziati dalla Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BIRS) e dall'Agenzia Internazionale per lo Sviluppo (IDA), mentre la International Finance Corporation (IFC) e la Agenzia multilaterale di garanzia degli investimenti (MIGA) non sono soggetti alle sue indagini. Se dunque, la responsabilità del pregiudizio arrecato non è da ascrivere direttamente alla Banca (BIRS e IDA) o ricade, ad esempio, sul beneficiario del prestito, la richiesta di indagine del Panel non può essere accolta.

Il Panel è chiamato innanzitutto a valutare la ricevibilità dei ricorsi, i quali devono rispettare alcuni criteri di ammissibilità:

1. Il previo esaurimento dei ricorsi interni, ovvero nei casi in cui gli strumenti di garanzia messi a disposizione dal diritto interno della Banca Mondiale, non abbiano rimediato alle situazioni di pregiudizio.

2. Il nesso di causalità tra atti e omissioni della Banca Mondiale, ovvero la sussistenza di un nesso diretto di causalità tra gli atti imputabili alla Banca ed il pregiudizio materiale subito dai ricorrenti.

3. Il criterio temporale, ovvero il Panel non è legittimato ad agire se la richiesta avanzata e avvenuta dopo la scadenza del prestito o dopo che il prestito sia stato elargito per oltre il 95% del totale.

Soggetti legittimati a richiedere l’ispezione

La parte lesa che può richiedere l’intervento del Panel deve avere due caratteristiche fondamentali:

1. Essere costituita da un gruppo di individui (almeno due) e non da una singola persona.

2. Essere residente nell’area interessata dalla realizzazione di un progetto finanziato dalla Banca.

Sono dunque ammessi a richiedere l’ispezione gli individui (almeno due), le associazioni, i rappresentanti locali, le ONG e in aggiunta un singolo Direttore esecutivo o anche il Consiglio dei Direttori esecutivi.

Procedura d’inchiesta

La procedura d’inchiesta del Panel può essere sintetizzata in quattro fasi: la richiesta d’ispezione, l’esame preliminare, l’inchiesta vera e propria e il rapporto finale.

1. Richiesta d’ispezione.

La richiesta di eseguire un’indagine deve essere presentata in forma scritta e deve contenere una serie di informazioni, riguardo a come le politiche e le procedure operative sarebbero state violate e al descrizione di come la parte richiedente sia stata lesa. Se il Presidente del Panel ritiene che la questione esuli dal mandato del Panel, egli lo notificherà al richiedente. Il Presidente del Panel ha il compito di notificare la richiesta di indagine ai Direttori Esecutivi e al Presidente della Banca.

Entro 21 giorni dalla notifica, il management della Banca dovrà fornire al Panel le prove che esso si è conformato alle politiche e alle procedure operative della Banca nella realizzazione del progetto, oppure che intende conformarsi a tali politiche e procedure a partire da quel momento.

2. Esame preliminare.

Non oltre 21 giorni dalla risposta del management, il Panel dovrà effettuare un esame preliminare per verificare che esistano i presupposti per attivare una procedura di inchiesta.

Il Panel deve accertare i seguenti elementi:

- Legittimazione del richiedente (competenza ratione personae).

- Pertinenza dell’oggetto del ricorso (competenza ratione materiae).

- Criterio temporale (competenza ratione temporis).

Dopo aver svolto tale investigazione, il Panel dovrà raccomandare ai Direttori Esecutivi di avviare o meno un’inchiesta. Saranno dunque i Direttori Esecutivi, riuniti in Consiglio, a prendere la decisione che autorizza il Panel ad avviare una procedura d’inchiesta.

3. Inchiesta.

Il Panel ha il potere di condurre le indagini, consultando i membri dello staff e se necessario il Direttore Generale e l’Operations Evaluation Department della Banca mondiale. Inoltre, l’organo potrà avere accesso a tutti i documenti della Banca. Sarà possibile consultare anche il Direttore Esecutivo che rappresenta il beneficiario del prestito ed effettuare un’eventuale indagine sul territorio del Paese all’interno del quale si sta realizzando il progetto previo consenso dello Stato interessato.

4. Rapporto finale.

Alla fine dell’inchiesta il Panel elabora un rapporto scritto che sulla base dei risultati delle indagini, determina se la Banca si sia conformata o meno alle proprie politiche e procedure. Tale rapporto è presentato ai Direttori Esecutivi e al Presidente della Banca. Il potere di prendere qualunque decisione in relazione al risultato dell’inchiesta spetta ai Direttori Esecutivi che, entro due settimane da quando ricevono il rapporto, dovranno informare il richiedente dei risultati dell’inchiesta e della eventuale azione che si intende assumere relativamente al progetto in merito al quale era stata avviata l’inchiesta.

Natura giuridica degli atti e limiti del Panel

Il Panel è stato creato con un atto interno della Banca ed è quindi subordinato formalmente agli organi amministrativi della stessa. L’eventuale istituzione del Panel attraverso un emendamento all’accordo istitutivo della Banca mondiale, oppure attraverso un Protocollo aggiuntivo, avrebbe senza dubbio accordato al Panel e alle sue funzioni una forza maggiore. Infatti il Panel è caratterizzato da una quasi totale assenza di potere decisionale in quanto sono i Direttori Esecutivi che restano gli unici ad avere il potere di decidere se autorizzare una procedura di inchiesta e, successivamente, se dare o meno seguito alle raccomandazioni del Panel.

La volontà di rendere il Panel un organo indipendente nello svolgimento delle proprie funzioni si scontra con il fatto che i suoi membri sono considerati, dal testo della risoluzione istitutiva, funzionari della Banca. Essi sono, perciò dipendenti di quello stesso Istituto nei confronti del quale eseguono una indagine, riducendone automaticamente l’indipendenza e l’imparzialità richiesta.

Gli atti del Panel non sono vincolanti e non hanno poteri sanzionatori. Il rapporto finale, infatti, è da considerare un mero “invito” per l’attuazione di una condotta da parte della Banca ed è dunque giuridicamente ininfluente, ma non privo di effetti. Il rapporto finale deve intendersi come serie di obblighi di ottemperanza in capo ai suoi diretti destinatari. Anche se non ha poteri sanzionatori, il rapporto può diventare un notevole meccanismo di pressione sul management e sul Consiglio di amministrazione, poiché prodotto da un organo indipendente. L’accertamento, ad esempio, di negligenze da parte dei funzionari della Banca Mondiale può comportare come eventuale conseguenza l’avvio di azioni disciplinari.

Controversie alla base della nascita del Panel

A partire dagli anni ottanta, la discrepanza tra i dettami delle politiche interne della Banca Mondiale e il suo concreto operato hanno suscitato importanti critiche sullo scenario internazionale. I principali motivi della nascita di questo Istituto sono da ricercare negli scarsi risultati conseguiti mediante le attività di finanziamento, garanzia e prestito previste nell’accordo istitutivo e le necessità di maggiore trasparenza in relazione ad eventuali danni o pregiudizi arrecati dalle attività svolte dalla Banca Mondiale.

La necessità di creare un vero e proprio sistema di vigilanza sui finanziamenti dell’Istituto si è scontrata, fin da subito, con la volontà dei Paesi in via di sviluppo di non attivare un organo che potesse risultare un meccanismo di intrusione nello svolgimento dei propri progetti di sviluppo.

Per tali motivi l’organizzazione dei lavori riguardanti la nascita e le funzioni del Panel sono stati costituiti, almeno inizialmente, da una netta divisione tra paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo. Da una parte, infatti, i Paesi occidentali, la società civile e le ONG hanno sostenuto la necessità di tale organismo, dall’altra al contrario, i principali oppositori sono stati quei Paesi in via di sviluppo che consideravano il Panel una possibile fonte di rallentamenti nell’esecuzione dei piani di sviluppo. Questi motivi hanno indebolito il mandato originario di tale organismo che è infatti sprovvisto di un vero e proprio potere decisionale.

THE WORLD BANK INSPECTION PANEL http://tinyurl.com/2g9h3d

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Redattore: Giovanni AVERSA

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