PORTFOLIO COLLATERAL LOAN

Tecnica di asset management adottata dalle istituzioni finanziarie statunitensi al fine di diversificare il rischio del proprio portafoglio crediti. È applicabile a ciascun prestito e consiste nella “costruzione” di un portafoglio di attività dell’impresamutuataria acquisito a titolo di garanzia collaterale. Tale portafoglio si compone di un ben specificato pool di assets aziendali, comprensivo sia di disponibilità monetarie (compensating balance; v. prime rate) che di cespiti via via meno liquidi (crediti esigibili, magazzino, macchinari, immobili), di composizione variabile in relazione all’evoluzione della situazione dell’impresa e del rapporto di affidamento. Nelle valutazioni dei proponenti, lo strumento consente: di ampliare il portafoglio crediti attraverso l’acquisizione di nuova clientela specie nella fascia delle piccole-medie imprese e di quelle di recente costituzione; di contribuire alla riduzione dei rischi attraverso l’agganciamento dei prestiti ad un pool diversifi cato di garanzie anziché ad una garanzia unica; di sfruttare il vantaggio della flessibilitàa traverso la possibilità di modulare le caratteristiche del pool di garanzie, in termini di durata, composizione, corrispondenza al valore residuo del debito, su mutamenti delle condizioni di rischiosità effettiva; di migliorare e rendere maggiormente durevole nel tempo la relazione con la clientela aziendale affidata, come conseguenza dei maggiori e più stabili flussi informativi richiesti fra le controparti e della più frequente ed incisiva azione di monitoraggio imposta alla banca. I vantaggi elencati si confrontano, però, con una serie di svantaggi connessi agli elevati costi di gestione di un portafoglio di attività a garanzia di un solo prestito e alle prevedibili resistenze delle imprese a fornire garanzie che dal loro angolo prospettico possono sembrare eccessive.

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