POLIZZA DI ANTICIPAZIONE

Documento che prova l’operazione bancaria di prestito di una somma di denaro, garantita da pegno di cose mobili, nel quale sono fissate le condizioni generali e particolari, convenute tra le parti contraenti, che regolano i loro rapporti circa lo svolgimento dell’operazione e l’esercizio del diritto di pegno. Il documento di cui si tratta viene emesso in duplice originale: uno a mano della banca e l’altro del cliente affidato. Dato che il pegno può essere costituito anche da una terza persona, si potrà avere il caso di polizza di anticipazione in triplice copia. L’affidato deve controfirmare i due modelli non solo nel momento in cui costituisce il pegno, ma anche ogni volta che ne modifica la composizione, aggiungendo nuovi beni o prelevandone taluni. Sulla polizza le banche riproducono anche il diritto, derivante dal contratto di anticipazione, di poter far vendere i beni avuti in pegno dopo la scadenza del prestito, nel caso di mancato pagamento da parte del cliente. Se il credito è a scadenza fissa, l’inadempimento da parte dell’affidato rende immediatamente esecutiva la condizione contrattuale di poter far vendere il pegno per mezzo di agente di cambio, se si tratta di titoli, o di pubblico mediatore se l’oggetto della garanzia è rappresentato da merci. Nel caso di conto corrente garantito, invece, se il fido è “salvo revoca”, occorrerà costituire prima in mora il debitore. Le polizze di anticipazione prevedono, infine, almeno di norma, che il sovvenzionato abbia il diritto i rimborsare il prestito in tutto o in parte, in via anticipata, con parziale compensazione degli interessi.

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