PLUSVALENZA, REGIME FISCALE

Aumento del valore di un bene dovuto a cause diverse, in genere non dipendenti dall’attività del soggetto che lo possiede, quale, p.e., un aumento nel livello generale dei prezzi. La plusvalenza può dare luogo all’applicazione della imposta sul reddito quando e nella misura in cui, rispetto al valore capitale di riferimento determinato dalla legge, a essa debba riconoscersi natura di reddito conseguito in occasione di un momento o evento impositivo, coincidente, in genere, con l’alienazione del bene. Il plusvalore immobiliare, che è soggetto a una diversa forma d’imposizione (INVIM), si designa più propriamente come incremento di valore. La plusvalenza, agli effetti dell’applicazione dell’IRPEF concorre alla formazione del reddito complessivo nella categoria dei redditi diversi sempre che non risulti componente positivo del reddito d’impresa La condizione per il concorso della plusvalenza alla formazione del reddito d’impresa è, di norma, quella del suo realizzo mediante cessione del bene a titolo oneroso (corrispettivo in denaro o in natura). Con l. 27.12.1997 n. 449, è stata abrogata la lettera c) dell’art. 54, TUIR, che prevedeva l’inclusione nel reddito imponibile delle plusvalenzeiscritte nello stato patrimoniale, consentendo così la tassazione dei plusvalori latenti dei beni appartenenti all’impresa in occasione della rivalutazione dei medesimi posta in essere dall’imprenditore attraverso, appunto, la citata iscrizione. Il periodo d’imposta al quale deve essere imputata è quello di realizzo. Per il calcolo si ha riguardo al maggior valore realizzato rispetto all’ultimo valore riconosciuto ai fini dell’imposta sul reddito, al netto degli oneri accessori di diretta imputazione (compresa l’INVIM).

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