OVERCONFIDENCE E UNDERCONFIDENCE

Abstract
Nella Finanza Comportamentale si osserva che spesso gli individui commettono degli errori nelle loro decisioni. Due tra i più importanti fenomeni analizzati in finanza comportamentale sono l’overconfidence e l’underconfidence.

L’overconfidence si manifesta quando gli individui hanno un’eccessiva sicurezza e fiducia nel loro giudizio, nelle loro conoscenze e competenze. Essi ritengono di poter sfruttare tutte quelle informazioni di cui sono a conoscenza, sovrastimando tali informazioni e aumentando la propria autostima, in caso di conferma delle loro decisioni in corrispondenza di un determinato evento, attribuendo tale risultato positivo alle proprie capacità. Una conseguenza dell’overconficence è un’eccesiva attività di trading che conduce spesso a delle performance sub-ottimali. A tal riguardo Barber e Odean (2000) hanno condotto uno studio su 78.000 investitori di una società di brokeraggio. I teorici hanno diviso gli investitori in cinque gruppi in base alla frequenza di trading e hanno osservato che il rendimento annuale del gruppo che negozia con più frequenza è circa il 6% in meno, al netto dei costi di transazione, del gruppo che negozia meno frequentemente. Secondo Barber e Odean, la bassa performance dell’alto livello di trading può essere spiegata dall’errore dovuto dalla troppa confidenza dell’investitore individuale, che lo spinge ad un trading eccessivo. Gli investitori non riescono a imparare dagli errori commessi in passato e non tendono a correggerli con il passare del tempo, ma solitamente accade che, di fronte ad una perdita consistente, l’avversione al rammarico induce gli investitori a giustificare lo sbaglio commesso come una conseguenza di fattori e cause esterne, al contrario di quando le decisioni si rivelano profittevoli.
Barberis e Thaler (2003) ritengono che l’atteggiamento di overconfidence generi negli individui intervalli di confidenza troppo stretti e non corrispondenti alla realtà per quanto riguarda le loro stime, poiché le persone sottostimano la probabilità di errore delle proprie valutazioni. Inoltre, queste persone sono spesso portate a distorcere le probabilità di realizzazione di un evento, non prendendo in considerazione il fatto che gli eventi esterni accadono più frequentemente rispetto a quanto ci si aspetta. Ad esempio, viene stimato come certo un evento che ha l’80% di probabilità di realizzazione e viene valutato come impossibile un evento cha ha il 20% di probabilità di realizzazione. Il fenomeno dell’overconfidence non avviene solo in ambito finanziario, ma anche in settori giuridici, di ingegneria o psicologia. All’interno del settore finanziario può essere utilizzato per spiegare numerosi fenomeni come l’esistenza di bolle speculative o il grande numero di negoziazioni che può verificarsi su un determinato titolo. E’ stato osservato che l’overconfidence si manifesta maggiormente nel sesso maschile rispetto a quello femminile e in età giovanile, mentre tende a decrescere con il trascorrere del tempo, in quanto gli individui con l’acquisizione di una più ampia esperienza, sviluppano un processo valutativo delle proprie capacità che risulta essere più oggettivo. Inoltre, l’evidenza empirica ha rilevato che tale fenomeno è più diffuso nelle attività che non offrono un feedback immediato e in quelle che richiedono analisi teoriche piuttosto che prestazioni meccaniche. L’overconfidence risulta essere un orientamento appartenente alla natura umana e costituisce un fenomeno molto più rilevante e diffuso dell’underconfidence, che è invece l’attitudine contraria. L’underconfidence si manifesta quando gli investitori dimostrano una sfiducia nell’attendibilità delle proprie previsioni e spesso tendono a sottostimare le proprie abilità. Tale mancanza di fiducia può verificarsi soprattutto in situazioni in cui la scelta da compiere sia fortemente complicata o dubbiosa. Questi investitori, rinunciano ad effettuare tali scelte, attribuendone probabilità di successo molto basse. Per questo sono portati a compiere atteggiamenti conservativi e ad un lento aggiustamento delle previsioni all’arrivo di nuove informazioni. I fenomeni di overconfidence e underconfidence non devono essere confusi con i termini di ottimismo e pessimismo, infatti l’eccesso o la mancanza di fiducia nelle proprie scelte non implica necessariamente l’ottimismo o il pessimismo sulle prospettive di mercato.

Bibliografia
BARNER B. e ODEAN T. (2000). Trading is hazardous to your wealth: the common stock performance of individual investors. Quarterly Journal of Economics, 116, pp. 261-292.
BARBERIS N. e  THALER R. (2003). A Survey of Behavioral Finance. Handbook of the Economics of Finance, Vol. 1B, Financial Markets and Asset Pricing. Elsevier North Holland.

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