CREDITO TRASFERIBILE

Tipica forma difinanziamento del commercio internazionale concesso da una banca a un proprio cliente (primo beneficiario) e utilizzato, a seguito di istruzioni date da quest’ultimo alla banca stessa, da una o più persone che, in tal modo, assumono il nome di secondi beneficiari. Nel concreto l’operazione può schematizzarsi nel modo seguente: il primo beneficiario A, debitore di B in quanto, p.e., acquirente da questi di una partita di merci, adempie la sua obbligazione nei confronti del venditore B trasferendogli il suo credito presso una banca; quest’ultima dovrà, poi, a sua volta, acconsentire a che, dietro deposito delle fatture comprovanti l’operazione di compravendita intervenuta, il venditore (secondo beneficiario) utilizzi il credito bancario esistente. Si ritiene generalmente che la banca non possa condizionare il diritta del primo beneficiario a trasferire il credito con pretesti generici, quali la dubbia fama del secondo beneficiario, le esperienze con lui già avute in precedenza ovvero le difficoltà che possano insorgere nel trasferimento. L’art. 54 delle “Norme ed usi uniformi relativi ai crediti documentari” della Camera di commercio internazionale, infatti, dispone quali uniche limitazioni che il credito non possa essere trasferito più di una volta e che esso venga, originariamente o in seguito, espressamente indicato come “trasferibile”.Il secondo beneficiario potrà utilizzare il credito trasferitogli alle condizioni specificate nel credito originario da lui vantato nei confronti del primo beneficiario, ad eccezione dell’importo, dei prezzi unitari ivi indicati e del periodo di validità che possono essere ridotti od abbreviati. L’art. 48 delle “Norme ed usi uniformi relativi ai crediti documentari” della Camera di commercio internazionale dispone quale unica limitazione al trasferimento che il credito venga espressamente denominato come “trasferibile” dalla banca emittente. Se non è disposto diversamente, inoltre, il credito può essere trasferito una sola volta, ovvero non può essere trasferito su richiesta del secondo beneficiario ad un terzo beneficiario. La banca trasferente non è tenuta ad effettuare il trasferimento se non nei limiti e nelle forme da essa espressamente consentiti. Il primo beneficiario, compratore originario delle merci, ha il diritto, non appena vendute le merci stesse, di sostituire a quelle del secondo benefi ciario le proprie fatture, il cui complessivo ammontare sarà superiore a quello delle prime per l’importo corrispondente all’utile commerciale ricavato dall’operazione di compravendita. Poiché la sostituzione avverrà per un importo pari a quello del credito originario e ai prezzi in essa stabiliti, il primo beneficiario può chiedere che gli venga riconosciuta dalla banca la differenza tra le proprie fatture e quelle del secondo beneficiario. Il trasferimento può avvenire sia su piazza che fuori piazza, nello stesso od in altro Paese. Le spese sono solitamente a carico del primo beneficiario, salvo che il credito non disponga diversamente.

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