CONTABILITÀ NAZIONALE

Insieme di valori, in notevole parte stimati, organizzati sistematicamente in un insieme tipico di conti, che descrivono l’attività economica di un Paese o di una circoscrizione territoriale secondo certe classificazioni caratteristiche. Le elaborazioni di contabilità nazionale nei Paesi della Comunità europea sono redatte secondo il SEC 95 (Sistema europeo di conti economici integrati, predisposto nel 1974 dall’Istituto Statistico delle Comunità EuropeeEurostat e modificato nel 1995 per armonizzarlo col nuovo sistema System of National Accounts-SNA dell’ONU). Il SEC 95, approvato come regolamento comunitario (Regolamento 96/2223/CE del Consiglio, 25.6.1996), vuole dare una descrizione quantitativa completa e comparabile dell’economia dei Paesi membri dell’Unione europea, attraverso un sistema integrato di conti di flussi e di conti patrimoniali definiti per l’intera economia e per raggruppamenti di operatori economici (settori istituzionali) nei quali sono determinate certe grandezze significative.
1. PIL.-La grandezza più importante è il PIL (Prodotto interno lordo) ai prezzi di mercato, che è il risultato finale dell’attività di produzione delle unità produttrici residenti valutata ai prezzi normalmente praticati sul mercato e quindi inclusivi delle imposte. Concettualmente il PIL è uguale alla produzione totale di beni e servizi dell’economia, diminuita dei consumi intermedi (per evitare le duplicazioni) e aumentata dell’IVA e delle imposte indirette sulle importazioni. È pari alla somma del valore aggiunto ai prezzi di mercato delle varie branche,diminuita dei servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati (SIFIM) e aumentata dell’IVA e delle imposte indirette sulle importazioni. Il PIL è calcolato anche al costo dei fattori, cioè eliminando dal PIL ai prezzi di mercato l’imposizione indiretta e aggiungendo i contributi alla produzione dello Stato e di enti internazionali.
2. PNL e PNN. Altra grandezza importante è il PNL (Prodotto nazionale lordo) ai prezzi di mercato, che si ottiene aggiungendo al PIL i redditi di residenti i italiani prodotti all’estero e sottraendo i redditi di residenti stranieri prodotti in Italia. Costituisce uno dei parametri di riferimento per la ripartizione dei contributi che gli Stati membri dell’UE devono versare al bilancio comunitario. Dal PNL si ottiene il PNN (Prodotto nazionale netto) deducendo la stima degli ammortamenti dei capitali produttivi.
3. RNL disponibile. Una terza grandezza di rilievo è il RNL (Reddito nazionale lordo) disponibile che è uguale al PIL, più i redditi e i trasferimenti dall’estero, meno i redditi e i trasferimenti all’estero, più o meno altre poste contabili e rappresenta il reddito di cui dispone il Paese per i consumi finali e il risparmio. Il reddito nazionale lordo disponibile si ripartisce fra i diversi settori istituzionali. Il reddito lordo disponibile delle Amministrazioni pubbliche coincide con la somma dei consumi collettivi di loro competenza e dell’avanzo di bilancio; quello delle imprese corrisponde agli utili accantonati; quello delle famiglie consumatrici è pari alla somma dei redditi da lavoro dipendente e indipendente, dei redditi da proprietà (al lordo degli ammortamenti), delle prestazioni sociali e del saldo dei trasferimenti, al netto delle imposte correnti su reddito e patrimonio e dei contributi sociali.
4. Altre grandezze. Accreditamento e indebitamento col Resto del mondo. Altre grandezze importanti sono le stime dei consumi finali, degli investimenti (fissi e variazione delle scorte), di importazioni ed esportazioni di beni e servizi, del risparmio nazionale lordo, delle operazioni in conto capitale col resto del mondo. Il saldo dell’ultimo conto (conto della formazione del capitale) rappresenta anche il saldo dei saldi dell’economia e cioè il flusso costituito dall’accreditamento o dall’indebitamento verificatosi nell’anno per il Paese nei confronti dell’estero.
5. Prezzi correnti e prezzi costanti. Oltre alle stime sulla base dei prezzi correnti, vengono fatte stime a pressi costanti, cioè rapportandole grandezze ai prezzi di un certo anno che costituisce la base della valutazione degli anni successivi. Questa ulteriore correzione è necessaria per tentare la costruzione di serie storiche che permettono confronti in termini reali, cioè senza la distorsione causata dall’inflazione.

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