CONFERENZA STATO-REGIONI

Organo permanente di raccordo tra Regioni e Stato istituito in via amministrativa nel 1983 (d.p.c.m. 12.10.1983) a circa tre anni di distanza dalle conclusioni di un’indagine conoscitiva della Commissione parlamentare per le questioni regionali, che aveva sottolineato l’esigenza dell’individuazione di una “sede per un rapporto permanente con gli organi centrali dello Stato e per una partecipazione delle Regioni all’elaborazione delle linee di politica generale di tutto lo Stato-ordinamento”. La Commissione è stata poi disciplinata dalla l. 23.8.1988 n. 400 e dal relativo d.ls. 16.12.89, n. 418 che le attribuivano fondamentalmente compiti di informazione, consultazione e raccordo in relazione agli indirizzi di politica generale suscettibili di incidere nelle materie di competenza regionale (esclusi gli indirizzi relativi alla politica estera, alla difesa, alla sicurezza nazionale, alla giustizia) con un ruolo, dunque, di favorire relazioni di “leale collaborazione” tra Regioni e Governo centrale. L’espressione è della Corte costituzione che in due sentenze ha affermato l’obbligo del Governo di motivare adeguatamente le ragioni di interesse nazionale che lo inducessero a decidere unilateralmente senza aver raggiunto l’intesa con le Regioni (v. sentenza n. 116/ 94 che afferma: “la Conferenza è la sede privilegiata del confronto e della negoziazione politica tra lo Stato e le regioni (e le province autonome),. in quanto tale, la Conferenza è un’istituzione operante nell’ambito della comunità nazionale come strumento per l’attuazione della cooperazione tra lo Stato, le regioni e le province autonome”). Il d.lg. 28.8.1997 n. 281 (in att. della delega contenuta nell’art. 19 della l. 15.3.1997 n. 59) ha potenziato la funzione consultiva, rendendola obbligatoria per tutti gli schemi di disegni di legge, regolamenti e schemi di decreti legislativi in materia di competenza regionale adottati dal Governo. utto ciò si riflette anche sull’attività della Commissione che si riunisce ormai di regola ogni quindi giorni con numero di adunanze di 20-30 volte l’anno. La Commissione è composta dai presidenti delle Regioni (a Statuto ordinario e speciale) e delle Province autonome di Trento e Bolzano e dal Presidente del Consiglio dei Ministri, che la presiede. Si riunisce di regola almeno ogni quindi giorni con numero di adunanze che si aggira negli ultimi anni sulle 20-30 volte l’anno. La Commissione ha una sua struttura permanente, dipendente dal suo presidente, l’Ufficio di Segreteria, retto da un dirigente e diviso in cinque Servizi e da uno staff di cinque dirigenti con compiti di studio, ricerca e raccordo con altri uffici dell’amministrazione pubblica. La Conferenza emette pareri, ha compiti di “raccordo” della programmazione nazionale con quella regionale (che si realizza anche attraverso intese e accordi, di impulso (inviti e proposte al Governo e ad altri organi), di deliberazione come manifestazione di volontà comuni tra Regioni e Governo nei casi previsti dalla legge, di scambio di informazioni, di verifica e monitoraggio, di designare rappresentanti regionali negli organi misti Stato-Regioni operanti presso diverse amministrazioni centrali, di costituire gruppi di lavoro e comitati strumentali alla sua operatività. La Conferenza Stato-Regioni si riunisce anche in sessioni comunitarie per la trattazione degli aspetti della politica comunitaria che sono anche di interesse regionale e provinciale (art. 10 l. 9.3.1989 n. 86 e succ. modif.). La sessione comunitaria è convocata almeno due volte all’anno, anche su richiesta dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome.

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