CHAEBOL

Conglomerati della Corea del sud caratterizzati da un forte controllo familiare, organizzazione e management dittatoriale, procedure di decisione accentrate, politica commerciale estera molto aggressiva, sostenuta col dumping, specialmente in Europa. Le origini delle chaebol risalgono al 1920- 1930, sotto l’occupazione nipponica, con gli impianti e le strutture commerciali monopoliste strettamente controllati da Tokyo, avviati dai giapponesi per lo sfruttamento coloniale della Corea. Delle imprese e degli impianti si impadroniscono nel 1945 diverse famiglie coreane, che hanno sviluppato e diversificato le imprese, fortemente sostenuti dalle agevolazioni fiscali e dai contributi finanziari statali, creando grandi gruppi di imprese raccolte sotto una holding di famiglia e con molte partecipazioni incrociate. Il chaebol è in parte simile al keiretsu giapponese, differenziandosene per non avere al suo interno una propria banca (in Corea le banche sono state nazionalizzate e vige rigorosamente, a differenza del Giappone, il principio di separatezza tra banca e industria), per tendere all’integrazione orizzontale e laterale, invece che a quella verticale come nel keiratsu, per il forte accentramento del management e per il controllo familiare. I chaebols dominano l’economia coreana. I quattro grandi chaebol (chiamati super-chaebol) sono Samsung, Hyunday, Daewoo, Lucky Goldstar Electronics. Il loro fatturato rappresenta, da solo, metà del PIL coreano.

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