CARTA DI CREDITO

Documento di identificazione emesso da banche, da operatori finanziari specializzati e anche da aziende commerciali e industriali a favore di una cerchia più o meno estesa di clienti. Materialmente è rappresentata da una tessera di plastica (card) recante almeno: il nome del titolare, uno spazio per la riproduzione della sua firma, un numero di codice e la data di scadenza, oltre all’indicazione dell’emittente e il logo del circuito internazionale in cui la carta è inserita. Essa consente al titolare di effettuare, entro un certo plafond mensile, acquisti presso esercizi convenzionati con l’emittente senza l’esborso di moneta legale, senza l’utilizzo di assegni bancari o di moneta elettronica. La carta può essere utilizzata anche per il regolamento di acquisti su siti Internet. Meglio è limitare gli acquisti ai siti dotati di sistemi di sicurezza (è consigliabile il dispositivo SSL o il nuovo SET) o di certifi cazione Verisign (la maggiore Certification Authority del mondo Internet). Nella tessera è inoltre inserita una banda magnetica (introdotta per la prima volta nel 1969) o un microchip contenenti, tra l’altro, gli elementi identificativi della carta che hanno eliminato le laboriose scritture manuali e che permettono di informatizzare tutto il processo di controllo, rilevazione, trasmissione, contabilizzazione e liquidazione delle transazioni nei rapporti negoziante- emittente ed emittente-portatore della carta. Gli emittenti tendono a contenere gli oneri a carico dei titolari per incentivare l’uso della carta di credito (è richiesto un canone annuo più o meno intorno a 25 € per le carte ordinarie; il canone può aggirarsi intorno a 75-150 € per le carte gold) più una piccola somma per rimborso spese per ogni estratto conto. Sui commercianti grava una commissione che varia, secondo l’emittente, da un po’ meno del 3% fino al 4,5%, oltre il costo del POS.

1. Categorie di carte di credito. La carta di credito rientra nella categoria generale della carta di pagamento, insieme alla carta di debito e alla carta prepagata. Si noti che le carte di debito tipo PagoBancomat spesso sono anche abilitate a operare come carta di credito, a scelta del portatore. Secondo chi le emette, le carte di credito sono classificate in tre categorie: a) carte bancarie, emesse da banche e istituzioni finanziarie, anche in associazione (carte di credito bancarie); b) organizzazioni specializzate (dette T&E, acr. di Travel & Entertainment, in quanto rilasciate da network originariamente specializzati prevalentemente in attività di viaggi, turismo et sim.); c) imprese produttrici di beni e servizi, in specie supermercati e grandi magazzini, che emettono carte di credito per facilitare le proprie vendite (co-branded, fidelity cards). Altre distinzioni vengono fatte. Carta di credito aziendale (business credit card, o corporate cards) sono quelle di cui è titolare un’azienda, ma portatore è un suo dipendente che la impiega per ragioni d’ufficio. Negli Stati Uniti si distingue tra unsecured e secured credit cards: queste ultime sono rilasciate a coloro che le richiedono per la prima volta o che hanno una storia (ben controllata colà da precise rilevazioni statistiche) di mancati pagamenti per carte rilasciate in precedenza. Le secured credit cards hanno plafond ristretti di spesa e richiedono comunque la costituzione in conto corrente o in deposito della provvista necessaria al regolamento (in misura dal 50% al 100% dell’importo dell’affidamento), di modo che esse sono di fatto delle carte di debito. Per il resto esse operano come le unsecured credit cards per le quali non è richiesto un deposito preventivo. Si distinguono, inoltre, le affinity credit cards, rilasciate a particolari gruppi o ad associazioni non profit. Talvolta le carte attribuiscono al portatore, in proporzione all’uso, particolari bene- fici come sconti, accumulo di punti per ottenere regali, membership rewards, che incentivano le spese e premiano la fedeltà nell’utilizzo della carta. Questi benefici sono concessi anche in Italia, (p.e. i punti Mille Miglia Alitalia in proporzione al traffico telefonico pagato con carte Telecom Callit), ma sembrano meno diffusi che negli Stati Uniti. Una distinzione praticata dovunque è di differenziare le carte secondo il segmento di clientela mirato. Si ha così l’emissione da parte dello stesso emittente, a fianco delle carte ordinarie, di altre carte con plafond di spesa minori o maggiori e caratteristiche diverse (p.e. con le carte gold riservate a clienti qualificati come vip).

2. Regolamento delle transazioni
. Le transazioni vengono regolate a una data futura rispetto all’invio, da parte dell’emittente, al titolare della carta di un estratto conto recante la descrizione degli acquisti effettuati nel corso del periodo precedente. Il regolamento avviene generalmente con addebito di un conto indicato dal cliente, ovvero, per le carte non bancarie, anche con rimessa diretta di un assegno o per cassa. Le carte di credito, normalmente quelle bancarie, possono consentire, con addebito di interessi sullo scoperto, anche un credito per posticipare il pagamento (revolving credit) con pagamento rateale, di regola mensile, svolgendo con ciò attività creditizia che le differenzia dalle altre due categorie di carte di credito. Per questo motivo le T&E e le fidelity card sono denominate in alcuni Paesi, invece che carte di credito, charge cards, vale a dire carte di debito differito proprio per l’assenza di attività creditizia. In ogni caso il differimento del termine di regolazione consente all’utilizzatore di beneficiare di un credito gratuito al consumo (con importi circoscritti dai plafond di spesa mensile) per il periodo intercorrente fra il momento dell’acquisto e il momento di effettivo regolamento della transazione, cioè il momento in cui l’emittente viene effettivamente rimborsato. Peraltro in Italia il ricorso alla rateizzazione del pagamento è trascurabile (oltre il 96% dei regolamenti è compiuto in unica soluzione). I rapporti contrattuali connessi al rilascio della carta di credito sono soggetti alla normativa sulla trasparenza contenuta nel Titolo VI TUBC.

3.
Origini della carta di credito. L’uso di tessere, cioè di titoli di credito rilasciati da banche con le quali il portatore poteva ritirare contante dal proprio conto corrente o pagare acquisti da commercianti convenzionati era entrato in uso negli Stati Uniti agli inizi del novecento, sollecitato dai commercianti e dai grandi distri- butori. Agli inizi degli anni Cinquanta il Diners Club e la Franklin National Bank in New York ne regolarizzano in forma standard l’emissione specificatamente per l’acquisto di beni di largo consumo e per servizi. La vera e propria carta di credito compare nel 1958 in California, lanciata dalla Bank of America (la BankAmericard blu, bianca e oro) nella sua forma attuale di scheda plastificata con incisi i dati del titolare e dotata di un revolving credit. Un’iniziativa simile (ma senza revolving credit) è avviata lo stesso anno dall’American Express, forte della sua esperienza bancaria e finanziaria (è stata la prima a emettere traveller’s cheques fin dal 1891) e della sua presenza nell’attività di agenzia di viaggi e turismo. La BankAmericard crea via via una rete di licenziatari negli Stati Uniti e nel mondo che danno origine nel 1976 a Visa, il più grande circuito mondiale di carte di credito. Un altro circuito bancario era nato nel 1966, sempre negli Stati Uniti, con la costituzione di Interbank Card Association (ICA) da parte di altre banche non legate a BankAmericard ed emittenti carte di credito col marchio Master Charge. In Europa viene in quegli stessi anni fondato Eurocard che nel 1968 stabilisce un’alleanza con ICA. La partnership estende l’attività in altri continenti e negli anni Settanta assume l’attuale denominazione di MasterCard, il secondo circuito mondiale bancario di carte di credito in ordine di importanza. In Giappone nel 1961 appaiono due emittenti nazionali di carte di credito, Japan Credit Bureau (JCB) e Osaka Credit Bureau (OCB) che si fondono nel 1968, dando origine a JCB Co., Ltd. Questi è diventato il più grande emittente di carte di credito in Giappone e dal 1981 ha esteso la sua presenza in diversi altri Paesi, dando origine a un altro circuito mondiale. Esistono molti altri emittenti, bancari e non, specialmente negli Stati Uniti che restano il Paese con una diffusione di carte di credito superiore al resto del mondo. Questi emittenti si avvalgono però dell’associazione ai grandi circuiti specialmente per l’attività fuori dei con- fini nazionali.

4. Network internazionali ed emittenti di carte di credito. Esistono dunque cinque grandi network internazionali: i due bancari Visa e MasterCard e i tre non bancari Diners, American Express e JCB. Questi tre ultimi vengono classificati nella categoria T&E. È però da notare che Diners fa parte del gruppo Citicorp e che American Express ha una robusta attività bancaria e parabancaria. Anche JCB svolge attività parabancaria. Diners e American Express emettono le carte di credito in proprio e co-branded nei Paesi in cui sono presenti. Visa e Master- Card non emettono invece carte in proprio, ma concedono il marchio a emittenti nazionali e consentono, con le loro infrastrutture diffuse a livello mondiale, la spendibilità internazionale. JCB segue una politica mista.

5. Network
italiani. In Italia le carte di credito in circolazione a fine 2000 erano quasi 15 milioni (di cui solo il 55% attive, cioè utilizzate almeno una volta all’anno). Le carte di credito sono state utilizzate nel 2000 per compiere 272,3 milioni di transazioni per un valore complessivo di 25,4 milioni di € (49.136 miliardi di lire). L’emissione e la gestione di carte di credito in Italia è compresa nelle attività di prestazione di servizi di pagamento dall’art. 106 TUBC che le riserva alle banche e agli intermediari iscritti nell’elenco generale tenuto dall’UIC. L’esercizio dell’emissione e della gestione di carte di credito è però subordinata (d.m. 13.5.1996) all’ottenimento dell’iscrizione nell’elenco speciale dell’art.107 TUBC tenuto dalla Banca d’Italia (l’iscrizione non è richiesta per le fidelity cards). Attualmente in Italia sono in circolazione carte T&T American Express e Diners, carte di matrice bancaria e diverse fidelity card. Le principali carte bancarie in circolazione sono: Banca Sella della Banca omonima, Carta SI di Servizi Interbancari, BankAmericard-Key Client della Deutsche Bank, TopCard della BNL, Moneta del Gruppo Banca Intesa, Aura della Findomestic Banca, Carta Attiva la Agos Itafinco, compartecipazione di Gruppo Banca Intesa e le francesi Caisse National de Crédit Agricole e Sofinco, società quest’ultima di credito al consumo, Carta Bipielle Ducato del gruppo Banca Popolare di Lodi, Cariverona Card di Cariverona Banca, Banca Antoniana Popolare Veneta della banca omonima, Eureka della Fiditalia, società di credito al consumo partecipata da UniCredito italiano e Société Générale, Kalibra (ICCRI), Targa emessa congiuntamente da Fiat e San Paolo, Unicard delle Coop.

6. Regime fiscale
. Quanto all’imposta di ollo le operazioni con carte di credito sono ora un regime di completa esenzione dopo il d.l. 30.12.1993 n. 557, conv. in l. 26.2.1994 n. 133 (in precedenza era dovuta l’imposta in misura fissa di Lit. 500 per ogni operazione di importo superiore a lire 50.000). (gt-mv)

7. Per gli aspetti penali v. carte di credito, di pagamento e documenti che abilitano al prelievo del denaro contante, disposizioni penali.

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