AZIONE DI RIDUZIONE

È l’azione che tutela il diritto ad una quota di eredità (quota di riserva o di legittima) che la legge riconosce al coniuge, agli ascendenti legittimi ed ai figli del defunto (legittimari). Tale azione è diretta a far dichiarare inefficace nei confronti di costoro le disposizioni testamentarie o le donazioni che ledano la quota di riserva, nella misura necessaria a reintegrare tale quota (art. 553 c.c.). Le disposizioni testamentarie lesive vengono ridotte tutte, proporzionalmente; le donazioni, invece, vengono ridotte incominciando dall’ultima e fino al raggiungimento della integrazione della quota di riserva. La lesione della quota di legittima viene accertata attraverso una complessa operazione di calcolo volta a determinare l’ammontare della quota disponibile e quella di riserva. A tal fine si determina il valore del patrimonio del defunto su cui calcolare tali quote sommando contabilmente (c.d. riunione fittizia) al valore dei beni lasciati dal defunto quelli dei beni eventualmente donati in vita (art. 556 c.c.). In tal modo la violazione della quota riservata a ciascun legittimario potrà essere accertata tenendo conto non solo di quanto gli è stato lasciato, ma anche di quanto abbia ricevuto per donazione. In caso di accoglimento dell’azione di riduzione, il donatario od il beneficiario della disposizione testamentaria deve restituire, in tutto od in parte, il bene. Se questo è stato alienato a terzi, ìl legittimario potrà agire anche contro costoro, soltanto, però, dopo aver preventivamente ed inutilmente escusso il donatario od il beneficiario (il terzo acquirente, tuttavia, ha facoltà di pagare in denaro l’equivalente del bene, anziché restituirlo in natura).

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