AZIONE CAMBIARIA DI REGRESSO

Azione regolata dagli artt. 49 e 50 r.d. 14.12.1933 n. 1669, che può essere di cognizione o di esecuzione, con cui il portatore della cambiale agisce contro gli obbligati sussidiari o di regresso per far valere i diritti risultanti dal titolo. Sono attivamente legittimati, oltre al portatore, il cessionario, il successore del portatore o del cessionario, chi ha ottenuto a proprio favore un decreto di ammortamento e l’obbligato che abbia ricevuto la consegna della cambiale per averla pagata. Legittimati passivi sono tutti i soggetti tenuti solidalmente al pagamento (traente, girante, avallante di uno di costoro, accettante per intervento) in caso di inadempimento da parte dell’obbligato diretto. L’azione può essere esercitata alla scadenza, se il pagamento non ha avuto luogo, e anche in un momento antecedente, in caso di mancata accettazione, o di fallimento del trattario, o di esecuzione infruttuosa sui suoi beni, o di cessazione dei pagamenti da parte sua, o, infine, in caso di fallimento del traente di una cambiale non accettabile. L’azione è diretta ad ottenere il pagamento della somma portata dal titolo (con gli interessi eventualmente in esso indicati), degli interessi dalla scadenza, da calcolarsi in misura uguale a quella indicata nel titolo o, in mancanza, al tasso legale, e delle spese per il protesto, per gli avvisi dati e per altre cause; se, invece, è esercitata da chi ha pagato la cambiale, l’azione è diretta ad ottenere il pagamento della somma sborsata, dei relativi interessi e delle spese sostenute. A differenza dell’azione cambiaria diretta, l’azione cambiaria di regresso è subordinata al compimento di determinati atti nei termini stabiliti dalla legge, tra i quali è fondamentale la tempestiva levata del protesto, la cui omissione importa la decadenza dall’azione. Questa è pure soggetta a prescrizione, nel termine di un anno, decorrente dalla data del protesto (o da quella della scadenza, se vi sia la clausola “senza spese”), se l’azione è proposta dal portatore, e nel termine di sei mesi se è proposta dal girante che abbia seguito il pagamento o contro cui sia stata esercitata da altri l’azione di regresso.

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