ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE

Contratto consensuale, non formale, con il quale un soggetto, detto associante, attribuisce a un altro soggetto, detto associato, una partecipazione gli utili della sua impresa o di uno o più affari determinati verso il corrispettivo di un dato apporto di beni o di servizi. Il rapporto, che sorge fra le parti, ha efficacia soltanto interna, nel senso che i terzi acquistano diritti e assumono obbligazioni soltanto verso l’associante, cui spetta la gestione dell’impresa o dell’affare, mentre l’associato ha un potere di controllo, nei limiti stabiliti dal contratto, e ha diritto al rendiconto dell’affare compiuto, o a quello annuale della gestione se questa si protrae per più di un anno. Salvo patto contrario, l’associato partecipa alle perdite nella stessa misura in cui partecipa agli utili, ma le perdite non possono superare il valore del suo apporto. L’associazione in partecipazione, benché abbia natura associativa, si distingue dalla società poiché non dà luogo né all’esercizio in comune di un’attività economica, né a un patrimonio collettivo, e si distingue pure dal rapporto di lavoro subordinato per l’assenza i un vincolo di dipendenza fra le parti. Le norme dettate per questo contratto si applicano, inoltre, anche a contratti similari, come a quello che attribuisce la partecipazione agli utili di una impresa senza partecipazione alle perdite contratto di cointeressenza), o a quello con cui si attribuisce la partecipazione agli utili e alle perdite, senza il corrispettivo di un determinato apporto, oltre che al patto di partecipazione agli utili concluso con i prestatori di lavoro, la quale partecipazione può rappresentare la totalità o parte della retribuzione dovuta. Il rapporto di associazione in partecipazione è diffuso tra le banche residenti in piazze diverse, le quali spesso si accordano, per un fine speculativo, a vendere su una piazza i titoli comprati su un’altra, essendo interesse di ciascuna banca, per il buon esito dell’operazione, di agire con la massima oculatezza. Ciascuna delle banche associate compie operazioni in conto sociale e, perciò, finché dura il vincolo associativo, i debiti e i crediti sono attribuiti all’associazione, che così ha una vita separata e distinta dagli associati. L’utile o la perdita, risultanti dalle varie operazioni compiute, vengono divisi tra le banche associate al momento della cessazione dell’associazione oppure a scadenze, di solito mensili, fissate di comune accordo. Ogni forma di associazione in partecipazione comporta particolari problemi di ordine contabile, in relazione alla natura dell’accordo ed ai caratteri dei partecipanti. Ognuno di questi, infatti, deve poter seguire, secondo la propria posizione contrattuale, l’andamento delle operazioni “in sociale”.

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