ARBITRATO

1.-Forma di composizione stragiudiziale della lite consistente nel rimettere la decisione della controversia, anziché al giudice, ad uno o più arbitri privati. A tal fine le parti possono stipulare per iscritto un’apposita convenzione, detta compromesso, nella quale specificano l’oggetto della lite in corso: oppure possono inserire in un contratto una clausola compromissoria, con la quale si impegnano a demandare ad arbitri le controversie che eventualmente nasceranno dal contratto stesso. L’arbitrato è escluso dalla legge per determinate controversie: p.e., quelle che riguardano questioni di stato o di separazione personale tra i coniugi e per quelle che non possono formare oggetto di transazione. Gli arbitri possono essere uno o più, purché in numero dispari; il compromesso o la clausola compromissoria devono contenere la loro nomina oppure stabilirne il numero ed il modo di nominarli. Le norme che gli arbitri devono osservare nel procedimento possono essere stabilite dalle parti nel compromesso, nella clausola compromissoria o con altro scritto successivo: in mancanza, gli arbitri hanno facoltà di regolare il procedimento nel modo che ritengono più opportuno. Gli arbitri possono anche essere autorizzati a decidere secondo equità. Quando le parti si accordano per far decidere la controversia ad arbitri secondo la disciplina suddetta, l’arbitrato viene definito rituale e produce le conseguenze stabilite dalla legge (artt. 806 ss c.p.c.). L’arbitrato è invece irrituale quando le parti conferiscono agli arbitri il potere di comporre la lite mediante un semplice atto negoziale, impegnandosi a considerare come propria la volontà espressa dagli arbitri (v. arbitrato rituale e irrituale).                                                                                                                                                                                  2.-Relativamente alle società per azioni c.d. “chiuse”, alle società a responsabilità limitata e alle società di persone, il d.lg.17.1.2003 n.5 (artt. 34-37) ha introdotto una specile disciplina per la clausola comprimissoria e i relativi procedimenti arbitrali.

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