RISERVA OBBLIGATORIA

La riserva obbligatoria è un deposito in contanti, generalmente remunerato, che le banche devono compierepresso la banca centrale in proporzione ai depositi della clientela. L’introduzione è avvenuta nel secolo scorso, in momenti diversi da Paese a Paese, come strumento di politica monetaria per il controllo dei crediti concedibili dalle banche e, quindi, della moneta in circolazione. In massima parte la base monetaria (principalmente costituita da biglietti e monete metalliche) viene depositata presso il sistema bancario in depositi di varia specie. Questi sono utilizzati dalle banche per concedere crediti che, a loro volta, danno origine a nuova moneta anch’essa depositata in massima parte in banca e che è impiegata in nuovi crediti. Si instaura così un ciclo che teoricamente può moltiplicare all’infinito la produzione di monetabancaria e innescare inflazione. L’introduzione dell’obbligo di riserva taglia iterativamente la quantità dei depositi di ritorno indirizzando la quantità di moneta in funzione della base monetaria verso un limite finito che dipende alla percentuale q di riserva obbligatoria. Se, p.e., q è pari al 25% e la base monetaria M è pari a 100, la massa complessiva dei depositi tenderà ad assestarsi su M / q=400 e la massa complessiva del credito concedibile dal sistema bancario su M (1 - q ) /q = 300 (si tratta di un’applicazione della formula elementare per il calcolo della somma dei termini di una successione di ragione data e di n termini, per n tendente all’infinito). Solitamente il coefficiente frazionario è indicato con un simbolo, p.e.Id=1/q per i depositi e Ic=(1-q) /q per i crediti (v. moltiplicatore). La riserva obbligatoria venne introdotta nel 1947 da Luigi Einaudi (1874-1961), formalmente in base ai poteri che la l.b. 1936 concedeva di istituire un simile obbligo a tutela del risparmio, cioè dei depositanti. L’obbligo venne in realtà introdotto, con uno sviamento di potere, con funzioni di politica monetaria, in particolare come strumento di controllo dell’espansione del credito bancario. L’art. 10 della l. 26.11.1993 n. 483 aveva attribuito alla Banca d’Italia il potere di modificare la disciplina della riserva obbligatoria. La base di calcolo, la percentuale, la remunerazione e i criteri di computo della riserva hanno variato nel tempo. In particolare la percentuale media è variata secondo il periodo da un massimo del 22,5% a un minimo del 17,5% negli ultimi tempi, mentre la remunerazione dal 5,5% al 4%. Con l’avvio della terza fase dell’UEM, dal 1°.1.1999 la manovra della riserva obbligatoria nell’area dell’euro è stata trasferita alla BCE insieme alla sovranità monetaria. Attualmente la materia è regolata dal regolamento 2531/ 1998 del Consiglio europeo e dal regolamento della BCE 2818/1998. Il regolamento BCE ha stabilito che l’aggregato soggetto comprende le seguenti passività delle banche denominate in qualsiasi valuta: depositi, titoli di debito, titoli di mercato monetario. Sono escluse le passività nei confronti della BCE e delle BCN dei Paesi che hanno adottato l’euro, oltre che delle altre banche soggette alla riserva obbligatoria dell’Eurosistema. Si applica un’aliquota pa- ri a zero alle passività con scadenza superiore a 2 anni e per i pronti contro termine, al 2% alle rimanenti. L’Eurosistema ha adottato il meccanismo della mobilizzazione della riserva obbligatoria, che prevede un rispetto dell’obbligo in media. Il “periodo di mantenimento” va dal 24 al 23 del mese seguente: l’adempimento degli obblighi è osservato se la media dei saldi di fine giornata del conto di riserva durante tale periodo non è inferiore all’importo dovuto, calcolato sulla base delle consistenze rilevate alla fine del mese precedente. Le banche possono movimentare l’intero ammontare del deposito. La misura della remunerazione della riserva obbligatoria è pari al tasso medio delle “operazioni di rifinanziamento principali”, effettuate dall’Eurosistema durante il periodo di mantenimento. Nel nuovo regime viene riconosciuta un’esenzione di 1.000.000 € dalla riserva dovuta.