RENDICONTO FINANZIARIO

Studio di taluni aspetti finanziari della gestione in cui si mettono in evidenza e si quantificano le fonti di finanziamento da cui si attingono i fondi necessari e gli impieghi a cui gli anzidetti fondi vengono destinati. Il conto delle fonti e degli impieghi deriva essenzialmente dall’analisi delle variazioni manifestatesi nelle poste dell’attivo e del passivo dei bilanci di una certa impresa relativamente ad epoche diverse. Occorre tenere presente che la sezione Avere dello stato patrimoniale (passività e netto) comprenderà le fonti cui si è attinto per finanziare gli investimenti in attesa di realizzo (impieghi dei fondi). Pertanto, nel confronto dei bilanci ad epoche diverse, un incremento delle passività e/o del capitale netto o la diminuzione delle attività costituiranno le fonti di finanziamento dell’impresa, mentre un incremento delle attività e la diminuzione delle passività e del capitale netto costituiranno gli impieghi dei fondi. Secondo il metodo della partita doppia il totale delle fonti di finanziamento dovrà eguagliare il totale degli impieghi dei fondi; dovranno essere cioè valide le seguenti relazioni: a) fonti = impieghi; b) incrementi di passività e netto + diminuzione di attività = incrementi di attività + diminuzione di passività e netto. Si deve tuttavia notare che il confronto tra stati patrimoniali, al fine di determinare le variazioni intervenute, può fornire soltanto delle indicazioni relative al flusso dei fondi, in quanto tali variazioni evidenziano soltanto gli effetti finali delle varie operazioni e non anchele variazioni stesse. Al fine di poter individuare le fonti effettive e gli impieghi dei fondi relativi ad un determinato periodo si devono quindi ricostruire quelle operazioni il cui effetto finale appare dal confronto fra due situazioni patrimoniali contigue, in connessione con l’esame del conto economico che le collega. L’utilità del rendiconto finanziario è dimostrata dal fatto che si può constatare un peggioramento della situazione finanziaria dell’azienda anche in presenza di un risultato economico di bilancio positivo (o viceversa). Nel lungo periodo l’andamento finanziario e quello economico tendono ad uniformarsi, ma si hanno diverse possibili sfasature temporali tra questi due aspetti della gestione ed è quindi importante osservare a parte nel breve periodo il comportamento dell’azienda sul piano finanziario. Il rendiconto finanziario non è stato inserita tra i documenti contabili obbligatori nel d.lg. 9.4.1991 n. 127, riguardo al recepimento della direttiva CEE sui conti annuali e consolidati. Si tratta comunque di un documento assai importante per la valutazione delle aziende in funzione dei fidi bancari e di ogni altro genere di finanziamento. Tra i vari tipi direndiconto finanziario occorre distinguere tre modalità di attuazione, con riferimento a: a) i flussi di: risorse finanziarie totali, riferito al totale dell’attivo e del passivo; b) capitale circolante netto, riferito alle variazioni del capitale circolante netto; c) liquidità, riferito ai flussi di cassa. Il rendiconto finanziario è richiesto dalla regolamentazione Consob sulle società quotate in Borsa.