PRINCIPIO DI SPECIALIZZAZIONE

Principio introdotto dalla l.b. 1936 assieme principio di separatezza tra banca e industria e a questo in parte connesso. Il principio della specializzazione degli intermediari creditizi fa emergere un modello di banca contrapposto a quello di banca universale accolto dal d.lg.14.12.1992 n. 481 di recepimento della seconda direttiva comunitaria in materia creditizia e poi generalizzato dal TUBC. In base al principio della specializzazione temporale degli intermediari si distingueva tra aziende di credito, cui è riservata l’operatività nel breve termine (con scadenza contrattuale entro 18 mesi) e istituti di credito speciale, caratterizzati da un’operatività nel medio-lungo termine. Con l’andare del tempo la distinzione tra banche e istituti di credito speciale è andata attenuandosi, per lo meno se analizzata dal punto di vista dell’operatività concreta, dando luogo ad un processo di despecializzazione (v. despecializzazione degli intermediari creditizi). Accanto alla specializzazione temporale, il sistema creditizio italiano era caratterizzato da un principio di specializzazione funzionale, che pure è andato attenuandosi nel tempo. Per le banche la specializzazione funzionale trovava applicazione nella distinzione per categorie giuridiche, cui corrispondeva originariamente una differenziazione quanto a estensione territoriale dell’operatività, a operazioni messe in essere e a controparti. Oltre alla separazione tra aziende di credito e istituti speciali di credito, di cui si è detto, all’interno delle aziende di credito si distingueva tra istituti di credito di diritto pubblico, banche di interesse nazionale (v. banca d’interesse nazionale), aziende di credito ordinarie, casse di risparmio e monti di credito su pegno di prima categoria, banche popolari (v. banca popolare), casse rurali e artigiane (v. cassa rurale e artigiana), ciascuna delle quali aveva peculiarità operative di diritto o di fatto che determinavano un’ulteriore specializzazione funzionale e, sotto certi aspetti, anche una specializzazione territoriale (v. specializzazione bancaria). Tutte queste forme di specializzazione sono cadute col TUBC (d.lg. 1°.9.1993 n. 385). Restano in vigore un limite territoriale all’operatività delle anche di credito cooperativo (le ex casse rurali e artigiane) e ad alcune attività (p.e. il credito su pegno), ma solo in quanto soggette ad autorizzazione della Banca d’Italia.