PICCOLE E MEDIE IMPRESE - PMI

(fr. Petites et Moyennes Entreprises-PME; ingl. Small and Medium-sized Enterprises-SMEs).
1. Il ruolo delle piccole e medie imprese (PMI) per la crescita dell’economia, la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo regionale e locale e la coesione sociale è stato adombrato per la prima volta agli inizi degli anni Trenta in Inghilterra dal Rapporto Macmillan, nel mentre che metteva in evidenza le difficoltà che esseincontrano a raccogliere finanziamenti a medio- lungo termine per le lacune del mercato (Macmillan gap). Il concetto è stato ripreso e approfondito sempre in Inghilterra dalBolton Committee del 1969-1971 e dal Wilson Committee del 1977-1980 (v. Rapporto Wilson (1980) e ha costituito la base delle politiche a favore delle PMI realizzate un po’ in tutti i Paesi nel secondo dopoguerra, in particolare con la costituzione di banche specializzate nel loro finanziamento e con l’introduzione di agevolazioni fiscali e creditizie e di incentivi agli investimenti. La nozione di PMI è stata definita dalla Comunità europea (raccom. 96/280/CE della Commissione, del 3.4.1996, relativa alla definizione delle piccole e medie imprese in GUCE n. L. 107 del 30. 4. 1996; v. anche la Risoluzione del Consiglio dell’UE del 22.4.1996 sul coordinamento delle attività comunitarie a favore delle piccole e medie imprese e dell’artigianato e la Comunicazione della Commissione europea sulla disciplina comunitaria degli aiuti di Stato alle piccole e medie imprese in GUCE n. C 213 del 23/07/1996) e accolta dalla legge del nostro Paese. Essa è applicata con riguardo principalmente all’assistenza e alle agevolazioni che sono concesse dalla Comunità e dalla legge nazionale. Differisce, quindi dalle nozioni di artigiano, impresa familiare, piccolo imprenditore che hanno rilievo specialmente per la legge civile, gli obblighi amministrativi e fiscali e la legge fallimentare. In sede OCSE è stata sottoscritta il 15.6.2000 la Carta di Bologna sulle politiche concernenti le PMI che ha però solo valore di dichiarazione non vincolante.
2. Normativa italiana. 2.a) Parametri di identificazione. È contenuta nel d.m. 23.12.1997 del Ministero dell’Industria (GU 11.2.1998) che in applicazione delle raccomandazioni della Comunità ha fissato la decorrenza per l’applicazione della nuova definizione all’11.2.1998 e ha individuato, inoltre, i limiti dimensionali inferiori previsti per le PMI commerciali e di servizi. Viene fatta una distinzione tra piccole imprese e medie imprese con tre parametri (dipendenti, fatturato e attivo patrimoniale) diversi secondo il settore di attività (attività estrattive e manifatturiere, oppure commercio e fornitura di servizi) in questi termini:

Identificazione delle PMI
Parametri
di
identificazione
Settori di attività
Estrattive e
manifatturiere
Commerciali e
fornitura di servizi
piccole medie piccole medie
Dipendenti
inferiori a
50 250 20 95
Fatturato:
non superiore
a € milioni
7 40 2,7 15
Attivo
patrimoniale:
non superiore
a € milioni
5 27 1,9 10,1

microimpresapiccola impresamedia impresa
2.b) Indipendenza