PIANO D'AZIONE PER I SERVIZI FINANZIARI - PASF

Acr. di: PASF. (fr. Plan d’Action des Services Financiers; ingl. Financial Services Action Plan). Il Piano di azione comunitario per i servizi finanziari è stato presentato dalla Commissione europea nel dicembre 1998 su richiesta del Consiglio europeo di Vienna e successivamente adottato dalla Commissione Europea con la Comunicazione della Commissione, dell'11 maggio 1999, "Attuazione del quadro di azione per i servizi finanziari: Piano d'azione (COM (1999) 232". Il Piano propone delle priorità indicative e un calendario di misure specifiche che mirano a raggiungere tre obiettivi strategici: a) istituire un mercato unico dei servizi finanziari all’ingrosso; b) rendere accessibili e sicuri i mercati al dettaglio (gli indirizzi del Piano riguardano: informazione e trasparenza, procedure di ricorso, applicazione equilibrata delle norme di tutela dei consumatori, commercio elettronico, intermediari assicurativi, pagamenti internazionali al dettaglio); c) rafforzare le norme prudenziali e di vigilanza specie del settore bancario, assicurativo e borsistico per allinearle agli standard più rigorosi tenendo conto dei lavori degli organismi esistenti, come il Comitato di Basilea e il Forum of European Securities Commissions (FESCO) ed elaborazione di una proposta di normativa sulla vigilanza prudenziale dei conglomerati finanziari. Il completamento delle 42 misure legislative previste dal PASF è stato fissato per l’anno 2005. Nello specifico il documento della commissione è articolato in tre sezioni: una relativa ai mercati all’ingrosso, una per i mercati al dettaglio e l’ultima si occupa delle strutture di vigilanza. Il percorso normativo segue la procedura Lamfalussy (vedi Rapporto Lamfalussy), istituita dal PASF per le attività UErelative al mercato mobiliare. Per migliorare l'organizzazione e l’integrazione delle piazze finanziarie europee si è reso necessario innanzitutto fornire l’UE di un quadro giuridico armonizzato per la prestazione transfrontaliera dei servizi d'investimento. A tal fine il PASF ha previsto l'aggiornamento della direttiva 93/22/CEE del Consiglio, del 10 maggio 1993, relativa ai servizi nel campo degli investimenti in valori mobiliari, la c.d. direttiva sui servizi d'investimento (Investment Services Directive - ISD). In particolare, Dal 1° novembre 2007, la direttiva 2004/39/CE ha abrogato la direttiva 93/22/CEE. Inoltre è stata prevista il completamento del quadro giuridico in vigore a livello europeo a tutela dell'integrità del mercato. Si è quindi provveduto all’ emanazione di una direttiva relativa all'abuso di informazioni privilegiate (insider trading) e alla manipolazione del mercato, la direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 dicembre 2002, relativa all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato (abusi di mercato). Per garantire la raccolta di capitali su scala europea e l’offerta di valori mobiliari tra gli Stati membri si è ritenuto essenziale un aggiornamento delle direttive relative alle procedure di offerta pubblica di acquisto, concretizzato nell’emanazione della direttiva 2004/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, concernente le offerte pubbliche di acquisto (OPA) e l’intensificazione della cooperazione tra la Commissione e il FESCO. Il PASF considera indispensabile ai fini della raccolta di capitali da parte delle imprese che sia armonizzata la disciplina sugli obblighi in materia di informativa finanziaria per le società a livello europeo. Rientra nel PASF la creazione di un mercato unico dei fondi pensione mediante la definizione di un quadro giuridico coerente per lo sviluppo dei sistemi pensionistici con la proposta di una direttiva sulla vigilanza prudenziale dei fondi pensione. Un altro tema importante affrontato in questa sezione riguarda le operazioni transfrontaliere su titoli che prevede una proposta di direttiva sull'utilizzazione transfrontaliera delle garanzie. Anche le ristrutturazioni transfrontaliere sono considerate indispensabili per lo sviluppo del settore finanziario dell’Unione Europea, pertanto accanto all’adozione della già citata direttiva sulle offerte pubbliche di acquisto, il Piano ha previsto l'adozione dello statuto della società europea (SE), che ha prodotto l’emanazione del Regolamento (CE) n. 2157/2001 del Consiglio, dell'08.10.2001, relativo allo statuto della Società europea (SE) e alla direttiva 2001/86/CE del Consiglio, del 08.10.2001, che completa lo statuto della Società europea per quanto riguarda il coinvolgimento dei lavoratori. In riferimento ai mercati al dettaglio le aree critiche di intervento sono diverse. In primo luogo vi è la disciplina sull’Informazione e trasparenza e la sicurezza nel settore della prestazione transfrontaliera di servizi finanziari al dettaglio per la quale si è emanata la direttiva 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2002, concernente la vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori, e che ha aggiornato le direttive 90/619/CEE del Consiglio, 97/7/CE e 98/27/CE. Inoltre le misure previste riguardano una maggiore integrazione mirata del mercato ipotecario dell'UE, l’aggiornamento della direttiva 77/92/CEE sulle attività degli agenti e degli intermediari assicurativi, avvenuta con l’emanazione della direttiva 2002/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 dicembre 2002 ed infine un piano d'azione per la prevenzione delle frodi relative ai mezzi di pagamento. Un altro ambito di azione riguarda le procedure di ricorso per la protezione dei consumatori in relazione alle operazioni transfrontaliere con l’introduzione di meccanismi di risoluzione delle controversie non solo di tipo giudiziale ma anche stra-giudiziale. Per le procedure di ricorso rete è stata introdotta la rete FIN-NET già nel 2001. Altra area importante da disciplinare è quella relativa al e-commerce. In particolare è stata emanata la direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici del commercio elettronico nel mercato interno (la c.d. Direttiva sul Commercio Elettronico) basata sugli orientamenti della comunicazione della Commissione [COM(97) 157] che aveva già dato un impatto positivo subito dopo il suo recepimento, come espresso dalla Relazione della Commissione del 21 novembre 2003 in merito all'applicazione della direttiva. Il piano ha inoltre previsto un processo di semplificazione al quadro normativo del settore assicurativo che ha dato vita a conclusione di un biennio di lavori al Consiglio all’adozione della direttiva 2002/83/CE relativa alla disciplina dell'assicurazione sulla vita che ha aggiornato la direttiva del 1976 sugli intermediari assicurativi. Per quanto concerne infine il tema dei pagamenti transfrontalieri si è dovuto attendere l’emanazione della direttiva 2007/64/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2007 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno (la c.d. Payment Service Directive  – PSD) per ottenere un quadro normativo di riferimento della SEPA. Infine l’ultima area di intervento ha riguardato il rafforzamento delle strutture prudenziali per limitare i rischi sistemici o istituzionali che la nuova integrazione delle piazze finanziarie in seno all’UE comporta. Sono già stati citati gli standard di organismi come il comitato di Basilea e il FESCO cui i settori di banca, borsa e assicurazioni europei devono tendere ma è emersa anche la necessità di intensificare la vigilanza prudenziale sui conglomerati finanziari che è stata ritenuta prioritaria in sede di attuazione del PASF. Il piano infine ha previsto il miglioramento della regolamentazione e della vigilanza dei mercati dei valori mobiliari. Ciò ha dato vita all’istituzione del CEVM  con decisione 2001/528/CE della Commissione, del 6 giugno 2001, che istituisce il comitato europeo dei valori mobiliari, in linea con l’approccio Lamfalussy utilizzato nell’ambito PASF. Va ricordato che nel 2009 è stato poi introdotto (Decisione 2009/77/CE della Commissione, del 23 gennaio 2009) anche il comitato delle autorità europee di regolamentazione dei valori mobiliari (CERVM) che, insieme al CEVM contribuisce alla regolamentazione del mercato dei valori mobiliari. A seguito di numerose relazioni sulla realizzazione del PASF è stato predisposto nel 2006 il documento di lavoro dei servizi della Commissione "Single Market in Financial Services Progress Report 2004-2005" (Mercato unico dei servizi finanziari: Relazione sullo stato di avanzamento dei lavori 2004-2005) [SEC(2006) 17] pubblicato il 5 dicembre 2005, per quanto riguarda l’analisi del PASF. Da quest’ultimo documento, elaborato in ottemperanza agli obblighi presi nel Libro bianco sulla politica dei servizi finanziari 2005-2010, emerge che il 98% delle azioni previste nel PASF sono state completate entro i termini previsti.
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