MERCATO MONETARIO

1. Mercato dove si negoziano strumenti finanziari a breve termine, convenzionalmente (nel nostro Paese) fino a 18 esi, ma altrove generalmente non oltre i 12 mesi. Tuttavia anche in Italia il segmento più attivo è quello da un giorno a 3 mesi. Il concetto è però esteso all’insieme delle negoziazioni di strumenti finanziari che sono fatte dagli operatori per aggiustare le proprie posizioni di liquidità (e cioè i temporanei brevi squilibritra entrate e uscite di moneta). Questo aggiustamento non può di regola essere compensato da scorte di moneta accumulate in precedenza. La moneta ha un rendimento nullo e un costoopportunità elevato. Gli operatori hanno quindiconvenienza a mantenere la cassa al minimo e a impiegare sul mercato le eccedenze temporanee o a prendere a prestito la liquidità necessaria a coprire temporanei fabbisogni di cassa. Un’impresa si indebiterà sul mercato emettendo, p.e., commercial papers e una banca può ottenere fondi vendendo BOT e altri titoli, riscontando effetti presso altre banche, negoziando prestiti sul mercato interbancario.

2. La funzione principale di questo mercato è quella di rendere più efficiente la trasmissione dei fondi a breve e a brevissimo termine tra gli operatori economici in temporaneo avanzo e quelli in temporaneo disavanzo al minor costo possibile. L’incontro tra domanda e offerta di fondi avviene o al momento dell’emissione dei titoli (mercato primario), o con la negoziazionedi titoli già emessi (mercato secondario). Il mercato monetario è un mercato prettamente telefonico e telematico e non si svolge, quindi, in un luogo fisico particolare. Dato il volume degli scambi, esso assume la forma di mercato all’ingrosso. I prodotti del mercato monetariosono costituiti, in generale, da titoli a breve (come i BOT e i Treasury bills), ma possonoanche assumere forme tecniche differenti in funzione della tipologia e della specializzazione dell’emittente, come nel caso dei depositi interbancari, come avviene nel mercato interbancario. Gli operatori presenti sul mercato monetario italiano sono il Tesoro, principale richiedente fondi mediante i BOT, le banche e le imprese non finanziarie (che si pongono tanto come di richiedenti quanto come offerenti di fondi), gli investitori istituzionali e le famiglie (come offerenti), gli intermediari specializzati che pongono in contatto i richiedenti con gli offerenti fondi e la banca centrale.

3. Il mercato interbancario è un segmento importante del mercato monetario. Nel mercato interbancario vengono scambiati depositi tra le banche (v. deposito interbancario) costituendo una forma di impiego a breve di surplus di tesoreria, da un lato e, dall’altro, una modalità di raccolta alternativa ai depositi della clientela e di rifinanziamento. È un mercato over the counter, svolto per telefono, per fax e, in passato, anche per telex tra gli operatori delle banche. Nel nostro Paese nel 1990 l’ABI ha promosso una convenzione tra circa 230 banche e intermediari finanziari per la formazione di una rete telematica tra gli aderenti per la negoziazione dei depositi interbancari, dando luogo a un mercato organizzato e autoregolamentato (v. e-MID; MID).

4. Il mercato monetario svolge un ruolo importante come veicolo di trasmissione degli impulsi della politica monetaria. L’andamento di questo mercato è infatti un punto di riferimento per la banca centrale ed è su questo mercato che quest’ultima compie i propri interventi per il controllo delle riserve liquide bancarie e dei tassi d’interesse. Anzi, le origini del mercato monetario risalgono proprio dalla rete di operazioni che le banche intrattenevano (e intrattengono tuttora) con la banca centrale ovvero con l’istituto o gli istituti deputati a operare comelender of last resort (prestatori di ultima istanza) ai quali occorre rivolgersi per rifinanziarsi quando le altre banche e il mercato non sono iù in grado di farlo. La liquidità del mercato monetario è regolata dall’autorità monetaria, nel nostro Paese dalla Banca d’Italia e nell’ambito europeo dalla BCE.