CREDITO AGEVOLATO

Facilitazioni creditizie concesse dallo Stato direttamente o attraverso enti a ciò delegati. Il credito agevolato si afferma negli anni ‘60 come sostegno e incentivo allo sviluppo dell’economia. Intorno alla metà degli anni ‘70, coll’accentuarsi della differenziazione degli interventi tra il Mezzogiorno ed il Centro-nord (e anche in quest’area tra le zone sviluppate e quelle non sufficientemente sviluppate), assume le caratteristiche di strumento di perequazione dello sviluppo economico territoriale del Paese. Nello stesso periodo viene anche utilizzato per promuovere e guidare la ristrutturazione del settore industriale. La politica comunitaria sfavorisce attualmente il credito agevolato, di modo che le aree di agevolazione di competenza degli Stati si sono via via ristretti. Nella sua forma più tradizionale, i mezzi finanziari venivano erogati alle imprese da istituti e sezioni speciali a ciò abilitati, mentre lo Stato interveniva concedendo un contributo in conto interessi, calcolato come differenza tra due piani di rimborso a rate costanti, il primo ad un tasso (c.d. di riferimento) fissato periodicamente dal Tesoro tenendo conto dell’andamento del mercato e il secondo al tasso agevolato, fissato per legge come percentuale dello stesso tasso di riferimento (v. agevolazioni creditizie). L’art. 47 TUBC legittima oggi tutte le banche a erogare finanziamenti o prestare servizi previsti dalle leggi sul credito agevolato purché rientrino in una convenzione apposita stipulata con l’Amministrazione pubblica competente e rientrino nelle attività che le banche possono svolgere.