CLAUSOLA DI GRADIMENTO

Clausola contenuta in alcuni statuti di società per azioni, società a responsabilità limitata e società cooperative in base alla quale l’iscrizione di un nuovo socio nei libri sociali, e quindi l’efficacia del trasferimento della partecipazione sociale nei confronti della società è subordinata al consenso, normalmente di un organo della società (di solito quello amministrativo, più raramente l’assemblea) ma eventualmente anche di un terzo soggetto indicato in statuto. Con tale clausola, il cui fondamento è ravvisato nell’art. 2355 c.c. (in virtù del quale l’atto costitutivo può sottoporre a particolari condizioni l’alienazione delle azioni nominative), si intende impedire l’ingresso in società di soci non graditi e/o evitare possibili scalate al controllo della società stessa. Per chi acquista la partecipazione, il rifiuto del gradimento produce l’effetto di non fargli ottenere lo status di socio, ma non incide sulla validità o meno del negozio concluso. Il regolamento della Borsa Italiana spa per l’ammissione dei titoli alla quotazione in Borsa non consente che lo statuto della società ponga clausole di gradimento che possano ostacolare la trasferibilità dei titoli. Le clausole di gradimento possono essere distinte in due sottocategorie: quelle che richiedono il possesso di determinati requisiti da parte dell’acquirente e quelle che subordinano il trasferimento delle partecipazioni al mero consenso dell’organo sociale. Mentre la validità delle prime viene generalmente ammessa, l’art. 22 della l. 4.6.1985 n. 281 ha sancito l’inefficacia negli statuti delle società per azioni delle clausole c.d. di mero gradimento, vale a dire di quelle che si risolvono in una valutazione immotivata ed insindacabile. È poi discusso se le clausole statutarie di gradimento possano essere modificate o soppresse dall’assemblea dei soci a semplice maggioranza ovvero all’unanimità. Con altro significato, per clausola di gradimento si intende la condizione che subordina l’esecuzione di un contratto di compravendita alla successiva accettazione (gradimento) da parte del compratore (art. 1520 c.c.). Tale accettazione viene data dopo la stipulazione del contratto il quale, pertanto, si perfeziona quando l’acquirente comunica al venditore la sua volontà.