CARD

Termine di origine inglese (variante del fr. carte), lett. “scheda”, ma generalmente tradotto con “carta” (carta di credito, carta di debito ecc.). Il termine card era reso in it. anche con scheda magnetica, oggi quasi caduto in disuso (tranne che in certe forme applicate, p.e. scheda meccanografica, scheda telefonica). Card in senso tecnico è ogni tessera di dimensioni standard capace di operare come supporto di informazioni inserite su di essa meccanicamente (con perforazioni o codici a barre) o, in forma digitale, con tecniche magnetiche, elettroniche od ottiche.

1. Schede perforate e a codici a barre
. Le prime tessere concepite come supporto di informazioni sono comparse nel Settecento in Francia per la gestione automatica dei telai. Il suo uso si estende all’elaborazione di massa dei dati alla fine del secolo XIX con la punch card (scheda perforata; scheda meccanografica, scheda Hollerith, dal nome di Herman Hollerith, l’inventore), cartoncino standard di 187,3x82,5 mm da perforare secondo un codice convenzionale per incorporare le informazioni da immettere nelle macchine meccanografiche e, poi, anche per i calcolatori della prima generazione (v. elaboratore elettronico), ovvero per materializzare le informazioni prodotte da questi. Esistono anche carte con codici a barre per la lettura ottica (sebbene i codici a barre siano soprattutto applicati direttamente sull’involucro dei beni per rilevarne automaticamente prezzi e movimenti con uno scanner o una pistola laser; v.codice a barre; carta a codice a barre).

2. Carta magnetica
. Negli ultimi quarant’anni tre nuove tecniche (magnetiche, elettroniche e laser) hanno creato una varietà di carte a disposizione, questa volta, del consumatore, ormai diffuse in milioni di esemplari. La carta a banda magnetica (basata sulla tecnologia magnetica) è stata la prima ad apparire in ordine di tempo negli anni Settanta (uno tra i primi esempi è stata la scheda telefonica che la SIP, oggi Telecom, ha introdotto in Italia nel 1976). La carte di questo tipo hanno modesta capacità di memoria (meno di 1 Kb) e sono facilmente alterabili.

3. Smart card. Carte a memoria e carte a microprocessore
. Negli anni Ottanta prende a diffondersi la carta a circuito integrato, più nota come smart card, basata sulla tecnologia elettronica del chip, una delle ultime invenzioni dell’information technology. Inventata nel 1974 in Francia da Roland Moreno, essa ha dovuto attendere che l’avvento della miniaturizzazione dei componenti elettronici e la riduzione dei costi ne rendesse conveniente la produzione di massa. Nella forma più diffusa una smart card è una scheda di plastica dalle dimensioni standard di una carta di credito (54x85 mm, secondo le norme ISO 7816) all’interno della quale è inserito un chip. In base alla specie di chip incorporato le smart cards si dividono nelle due grandi famiglie della carta a memoria e della carta a microprocessore. Il chip della prima è di sola memoria con una capacità tra 1 Kb e 8Kb, quello della seconda ha una capacità intorno a 32 Kb e fino a 64 Kb e contiene un microprocessore con un suo sistema operativo, capace di elaborare dati e di eseguire piccoli programmi. Le carte a memoria immagazzinano semplicemente dei dati, in modalità “sola lettura” (read only), che possono essere letti come si legge un floppy disk con l’aggiunta di un certo grado di protezione, problema generalmente risolto mediante un numero personale di identificazione, il PIN. Una carta a microprocessore può aggiungere, cancellare, modificare i dati nella sua memoria quasi come un piccolo computer che comunica con l’esterno e che ha in più un sistema di protezione. L’impiego tipico della carta a memoria è monoapplicazione (p.e. bancomat e carte di credito bancarie e di compagnie telefoniche). Le carte a microprocessore sono potenzialmente multi-applicazione. Esistono carte elettroniche che non adottano lo standard di 54x85 mm. I produttori di GSM hanno sviluppato una scheda molto più piccola (v. carta SIM) e quelli di personal computer-CARD (ex PCMCIA) hanno fissato dimensioni di 54x85,6 millimetri.

4. Carta laser. La tecnologia laser è assai simile a quella dei compact disk, si afferma agli inizi degli anni Novanta ed è tecnologia del tipo WORM (Write Once Read Many; v. carta laser). Essa consente di produrre carte con alta capacità (tipicamente tra 4 e 7 Mb).

5. Applicazioni particolari: Carta d’identità elettronica
e Carta sanitaria. Buona parte delle potenzialità delle carte elettroniche e laser sono ancora da realizzare. Si pensi alla citizens’ card, progettata in America che dovrebbe consentire a un cittadino di eseguire con una sola carta transazioni disparate, dall’assistenza, all’accesso alla biblioteca pubblica e ad altri servizi pubblici così come eseguire pagamenti per acquisti e altre transazioni private. Qualcosa di simile è stato progettato nel nostro Paese con la carta d’identità elettronica, oggi in sperimentazione in un certo numero di Comuni solo come documento di identificazione, ma che potrebbe evolvere in citizens’ card multi-applicazione. Altro esempio sono le carte, anch’esse in sperimentazione dal 2000 in alcune province italiane, francese e tedesche, del progetto Netlink che fa parte del IV programma di ricerca e sviluppo dell’UE. Il progetto prevede l’emissione di una carta sanitaria del cittadino che potrà essere utilizzata internazionalmente e diventare, in futuro, una specie di “passaporto sanitario” basato su smart card con requisiti minimi comuni che le rendano leggibili nei vari Paesi. Le carte da emettere sono due: la carta sanitaria vera e propria che contiene i dati amministrativi e di emergenza dell’iscritto al Servizio sanitario nazionale e che consentirà di accedere ai servizi sanitari, ovunque il cittadino si trovi e la carta del professionista rilasciata al medico e alle strutture sanitarie per leggere e aggiornare i dati della carta sanitaria e per inviare su Internet messaggi sicuri, firmati e crittografati.