BORSA VALORI

Mercato riservato ad agenti specializzati dove si trattano merci, attività finanziarie e anche servizi incorporati in forme tipiche e con caratteristiche definite dalla legge o dagli usi. La riserva delle operazioni di borsa ad agenti specializzati consente di attenuare le imperfezioni del mercato non organizzato (asimmetria dell’informazione, razionalità limitata degli investitori) e di facilitare l’incontro tra domanda e offerta eliminando i costi di ricerca e di contenere gli altri costi di transazione. Per queste ragioni la borsa, in particolare la borsa valori, è un ottimo accesso, da un lato, al mercato dei capitali per le imprese e per le pubbliche amministrazioni e, dall’altro, al collocamento del risparmio degli investitori istituzionali e delle famiglie. Di grande rilievo per l’economia sono le indicazioni sui prezzi rilevate dalle contrattazioni e rese pubbliche dai listini. Questi prezzi sono un punto di riferimento per gli imprenditori e gli investitori in genere nella formazione dei piani e dei bilanci e nelle scelte finali. La borsa valori permette, inoltre, agli investitori di smobilizzare abbastanza prontamente investimenti in azioni e in obbligazioni, altrimenti a lungo termine. Le borse valori e le borse merci permettono poi agli imprenditori di coprire con contratti a termine i rischi di prezzo. Sinonimo di borsa è piazza finanziaria e, genericamente, mercato. La borsa è un mercato regolamentato. Nel significato più stretto, “borsa” è il mercato di borsa (valori) nei suoi comparti e segmenti organizzati e gestiti da Borsa Italiana spa inclusi nell’elenco della tab. 1 allegata alla delibera Consob n. 13311 del 24.10.2001 sotto la rubrica “Borsa”, ma non è sbagliato estendere la denominazione a tutti i mercati regolamentati dove si trattano strumenti finanziari, vale a dire, per il nostro Paese, ai mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana spa e daMTS spa. Oltre alla borsa valori altri grandi mercati regolamentati sono la borsa merci e la borsa noli. Si impiega anche il termine borsa in un significato esteso di ogni network capace di agevolare l’incontro tra domanda e offerta di certi beni. Si parla così di borsa immobiliare, borsa turistica ecc. senza però intendere un vero mercato regolamentato, anche se esistono procedure e regole di autodisciplina predisposte e pubblicate dagli intermediari e anche se occasionalmente esso può realizzare una qualche struttura fissa d’incontro. 1. Origine. Le borse traggono origine dal luogo di incontro dei mercanti di cui si ha notizia già nell’Antichità (i Collegia mercatorum romani) e nel Medio Evo (il Cordusio di Milano, nome toponimo derivato verosimilmente dall’essere un recinto chordis clausum, delimitato con corde), sebbene esse compaiano propriamente intorno al quindicesimo secolo quando i mercanti e i banchieri (due mestieri spesso uniti nella stessa persona) sentirono la necessità di incontrarsi con regolarità più frequente e non più solo in occasione delle fiere. Il nome “borsa” è un legato alla posterità dalla città di Bruges dove nel Quattrocento il commercio del denaro si teneva nella casa della famiglia di banchieri Van de Bursen, di origine veneziana (i Della Borsa). Sulla fine del Quattrocento Anversa si sostituisce a Bruges con una borsa stabile, soppiantata nel 1561 da Amsterdam con una grande borsa in cui si trattavano merci e valori mobiliari. Altre borse vengono successivamente costituite: nel 1595 a Lione (la più antica di Francia e a lungo la più importante), Tolosa e Marsiglia e, nel secolo successivo a Londra, Parigi, Lille (1651), Berlino (1685) e Basilea (1699). La borsa di Londra, o Royal Exchange (Stock Exchange. dal 1723), è stata aperta nel 1639 da Thomas Gresham (1519-1579), che ne edificò la sede a sue spese. A Parigi la borsa è promossa dai cambiavalute. Questi sedevano dal 1200 sul Pont-au-Change e presero a dedicarsi professionalmente nel 1639 al commercio dei valori mobiliari. Dal loro nome originario di agents de change ha preso origine la denominazione “agente di cambio” per l’intermediario di borsa. La borsa francese venne ufficialmente regolamentata con arrêtés royaux del 1724, dopo la grave crisi dell’esperimento di un mercato a pronti e a termine di John Law (1671-1729). La borsa di Milano è stata regolamentata sotto il primo Regno d’Italia nel 1808 sulla base di antiche pratiche commerciali. Wall Street a New York risale al 1792, Madrid al 1821, Ginevra al 1859, Tokyo al 1878. Dal punto di vista economico la borsa è un punto di incontro tra domanda e offerta che consente di concentrare informazioni e grandi quantità di scambi, a costi di transazione ridotti e standard, in limiti di tempo e di spazio molto ristretti e in forme di contrattazione formalmente prossime a quelle della concorrenza. Le negoziazioni di borsa erano tenute, fino a pochi anni a, con una contrattazione “alle grida”. Con essa gli operatori autorizzati ammessi nel recinto della borsa valori (piazza o corbeille) presentavano gli ordini di domanda e offerta attraverso un complesso linguaggio di segni; ogni transazione, per essere valida, doveva, comunque, essere registrata per iscritto. Oggi questi mercati fisici sono stati sostituiti quasi dappertutto dai mercati telematici, caratterizzati da un circuito telematico sul quale viaggiano tutte le informazioni necessarie ad effettuare lo scambio e che consente di eseguire e concludere le transazioni in tempo reale. Con l’avvio della borsa telematica il mercato non è più localizzato in un luogo preciso, ma diffuso in rete, delimitato idealmente dai terminali degli operatori e con un luogo fisico di riferimento determinato solo dalla sede dell’organizzatore del mercato. 2. Utilità della borsa. La riserva delle operazio- ni di borsa ad agenti specializzati consente di attenuare, se non di eliminare, le imperfezioni del mercato non organizzato (asimmetria dell’informazione, razionalità limitata degli investitori) e di facilitare l’incontro tra domanda e offerta eliminando i costi di ricerca e di contenere gli altri costi di transazione. Per queste ragioni la borsa, in particolare la borsa valori, è un ottimo accesso, da un lato, al mercato dei capitali per le imprese e per le pubbliche amministrazioni e, dall’altro, al collocamento del risparmio degli investitori istituzionali e delle famiglie. Di grande rilievo per l’economia sono le indicazioni sui prezzi rilevate dalle contrattazioni e rese pubbliche dai listini. Questi prezzi sono un punto di riferimento per gli imprenditori e gli investitori in genere nella formazione dei piani e dei bilanci e nelle scelte finali. La borsa valori permette, inoltre, agli investitori di smobilizzare abbastanza prontamente investimenti in azioni e in obbligazioni, altrimenti a lungo termine. Le borse valori e le borse merci permettono poi agli imprenditori di coprire rischi. 3. Operatori. Le persone che operano nel mercato di borsa sono gli emittenti (prenditori di fondi), gli investitori (datori di fondi) e gli intermediari, che convogliano gli ordini. Sono solo questi ultimi i soggetti autorizzati alle negoziazioni. Nel nostro Paese, fino al 1991 erano ammessi a operare nella borsa valori solo gli agenti di cambio (v. agente di cambio). Con la l. 2.1.1991 n. 1 sono state istituite le Società di intermediazione mobiliare (SIM) come unici operatori istituzionalmente deputati all’intermediazione nei mercati mobiliari, affiancati però dagli agenti di cambio esistenti alla data di entrata in vigore della legge e iscritti in un unico ruolo nazionale a esaurimento. Poiché non verranno più banditi concorsi per agenti di cambio, questa categoria è destinata col tempo a scomparire. Il decreto Eurosim (d.lg. 1996/415) ha consentito anche alle banche di operare sui mercati in qualità di intermediario. 4. Le principali borse mondiali. Dodici borse, tra cui Milano, accentravano nel 2003 l’86,5% della capitalizzazione azionario e forse il 90% del valore quotato del reddito fisso. I dati esposti nei prospetti che seguono, desunti dalle rilevazioni della FIBV riguardano una cinquantina di Borse valori che accentrano oltre il 97% della capitalizzazione mondiale. Non sono possibiliconfronti mondiali per il reddito fisso in quanto alcune borse importanti (Deutsche Börse, Euronext, BME) non hanno comunicato i dati necessari.

Le prime 12 borse valori mondiali per capitalizzazione azionaria (milioni di $ Usa)
  Fine 2003 Fine 2002
NYSE 11.328.953,1 9.015.270,5
Tokyo 2.953.098,3 2.069.299,1
Nasdaq 2.844.192,6 1.856.194,4
London 2.460.064,0 1.994.494,0
Euronext 2.076.410,2 1.538.684,4
Deutsche Borse 1.079.026,2 686.013,5
TSX Group (canada) 888.677,7 570.223,5
Swiss Exchange 727.103,0 547.020,4
Bolsas y Mercados
Espanoles (BME)
726.243,4 461.559,6
Hong Kong 714.597,4 463.054,9
Borsa Italiana 614.841,6 477.075,4
Australia 585.431,0 380.087,0
Totale 26.998.638,5 20.058.976,7
Totale mondiale 31.202.299,9 22.834.052,6
  86,5% 87,8%
     
     
Le prime 12 borse valori mondiali per valore
quotato del reddito fisso (milioni di $ Usa)
  Fine 2003 Fine 2002
Luxemburg 6.044.037,2 4.884.678,8
Osaka 4.462.898,1 3.665.257,4
London 2.341.720,4 1.601.035,4
Borsa Italiana 1.934.133,1 1.186.513,4
NYSE 1.272.000,0 1.378.000,0
Korea 509.877,5 471.151,3
Wiener Borse 464.134,7 156.662,5
Copenhagen 433.541,0 339.432,6
Swiss Exchange 364.851,8 311.445,5
Singapore 276.194,9 259.100,5
Stockholm 221.151,9 154.110,0
Athen 170.559,4 119.343,6
Totale 18.495.099,9 14.526.731,1

 Nel mercato azionario due borse statunitensi, ilNYSE (New York Stock Exchange) e il NASDAQ (National Association of Securities Dealers Automated Quotations) accentano il 45% della capitalizzazione mondiale, seguite a distanza dal Tokyo Stock Exchange, dal London Stock Exchange, dall’Euronext (la società che organizza e gestisce le borse di Parigi, Brucelle, Amsterdam e Lisbona), dalla Deutsche Börse e dalle altre. Nell’obbligazionario predomina le Borse del Lussemburgo e di Osaka, seguite da Londra, Milano e NYSE. Altra importante borsa statunitense è l’American Stock Exchange (ASE, o Amex) di New York, terzo mercato azionario negli USA, le cui origini risalgono ai brokers che già operavano durante la guerra di indipendenza. Non compare nell’elenco per mancanza di dati statistici completi. L’Amex era il secondo mercato azionario statunitense fino agli anni Ottanta, ma è andato lentamente declinando nel decennio successivo (102 miliardi di dollari di capitalizzazione nel 1990, 83 nel 2000, nonostante la crescita delle quotazioni). Quasi tutta l’attività dell’Amex è concentrata in small-caps e in strumenti finanziari derivati. Di recente si è collegato al NASDAQ. 5. Altre borse. Borse merci. Nei mercati dei derivati la piazza più importante è Chicago, con il Chicago Mercantile Exchange-CME e il Chicago Board Option Exchange-CBOE che trattano la grande maggior parte del volume mondiale complessivo di contratti future e di opzione su attività finanziarie. Il CME è stato fondato nel 1898, quando i futures erano trattati solo per i prodotti agricoli (il nome originario era infatti Chicago Butter and Egg Board) e opera anche come borsa merci. Il CBOE è stato costituito nel 1978 dal Chicago Board of Trade-CBOT. CME tratta opzioni e futures in quattro aree di prodotti: tassi di interesse, indici azionari, valute e merci. Quanto alle borse merci le più importanti sono il Chicago Mercantile Exchange-CME; il Chicago Board of Trade- CBOT, la più grande borsa merci del mondo e la più antica (è stata fondata nel 1848) con sede a Chicago; il Commodity Exchange of New York-COMEX; il New York Board of Trade- NYBOT, costituito nel 1998 dall’unione del Coffee, Sugar & Cocoa Exchange, Inc. -CSCE (fondato nel 1882) and the New York Cotton Exchange-NYCE (fondato nel 1870); il New York Metal Exchange-NYMEX; il London Metal Exchange-LME di Londra, il primo mercato al mondo per i metalli non ferrosi costituito nel 1871 sulle basi di strutture organizzative più antiche; il London Commodity Exchange- LCE; il London Gold Market, l’unica vera borsa dell’oro esistente al mondo.